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Sabato, 22 Gennaio 2022
Economia

Progetto In.te: sarà la volta buona?

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Tratto da www.censorinoteatino.blogspot.it

Il 1 ottobre 2009 è stato sottoscritto l'Accordo di Programma Quadro "IN.TE" (Innovazione Tecnologica) dagli enti Enti Pubblici interessati ( Regione Abruzzo, Provincia e Comune di Chieti, Consorzio ASI e Patto territoriale Chietino - Ortonese ) oltre che dall'Associazione Industriale di Chieti, dai Rappresentanti Sindacali, dai Rappresentanti dei lavoratori e dalle ditte che con la loro sottoscrizione si sono impegnate a riassumere le maestranze della cartiera "Burgo" di Chieti che proprio cinque anni fa chiuse i battenti. L'accordo "IN.TE" è stato voluto dalla "Burgo Group" S.p.a ed elaborato dalla "Merlino" Progetti con l'obiettivo di reindustrializzare l'area della cartiera di Chieti e ridare quindi un lavoro agli ex dipendenti "Burgo".

A tal proposito, per promuovere e pubblicizzare questo accordo si è tenuto un convegno mercoledì 4 novembre 2009 presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Chieti in Via Pompilio, a cura della Confconsumatori,AICS Eventi,Centro Studi Spezioli,Comitato Regionale per la Sussidiarietà Orizzontale, rappresentate dal Dott. Manlio Madrigale, ex politico democristiano e figlio di un operaio della Burgo che si è battuto insieme ad altri affinché si concretizzasse il progetto IN.TE. e la fabbrica dei padri non morisse. Durante l'evento sul tema: "Sviluppo e occupazione nella Trasformazione" i cittadini e le associazioni hanno incontrato l'Ing. Domenico Merlino, ideatore di IN.TE. A seguito di quel incontro le associazioni, i lavoratori e i cittadini guidati dal Madrigale sono state invitate giovedì 12 novembre presso la sede del Consorzio Chietino-Ortonese al Centro Dama di Via Padre Ugolino Frasca, dove il Presidente Francesco Mancini, il Coordinatore Ingegner Domenico Merlino, i sindacalisti Michele Marchioli (Cgil), Giancamillo Marrone (Uil), Leonardo Di Gregorio (Ugl) al termine dell'importante riunione, come ci ricorda oggi lo stesso Madrigale, "si sono impegnati a sostenere il progetto indispensabile ad allontanare l'incubo della sindrome depressiva per le famiglie di Chieti e della Vallata del Pescara che soffrono con angoscia la mancanza di prospettive di lavoro per le giovani generazioni. Fornendo la parte propositiva del'accordo IN.TE., sottoscritto dai componenti del Comitato paritetico, vennero poste le basi per realizzare il progetto di recupero e riqualificazione dell'area dell'ex Cartiera Burgo e la creazione di nuovi posti di lavoro con un impatto ambientale pressoché nullo rispetto alla Celdit. Tutto però doveva avvenire entro il 31 dicembre 2010 per non perdere gli incentivi europei". Ma ciò, purtroppo, non è avvenuto e per anni il progetto IN.TE. è rimasto di fatto lettera morta. Il Madrigale, ha deciso di intervenire nuovamente sull'argomento a seguito dell'accordo che c'è stato recentemente fra il Comune di Chieti, rappresentato dall'Assessore Antonio Viola, e la Regione Abruzzo, rappresentata dal Vicepresidente Giovanni Lolli per il rilancio del progetto IN.TE. tramite la ricerca proprio di quei fondi europei che sfumarono nel 2009, avendo particolarmente presenti la legge regionale 40/2012 art.14 sui contratti di sviluppo e il regolamento Ue da poco approvato n. 651/2014 i cui art.107 e 108 riguardano le aree in crisi come le Province di Chieti e L'Aquila.A tal proposito, Madrigale ha commentato " finalmente, dopo anni di stallo da parte della vecchia Giunta Regionale "Chiodi", incontri istituzionali, mobilitazioni operaie e trattative politiche-sindacali,c'è stato un atto concreto per la realizzazione del piano di recupero dell'area ex Burgo, sito simbolico e strategico, al tempo stesso, per l'area metropolitana Chieti-Pescara e per l'intero Abruzzo, con la speranza, come da anni auspicato dal Comitato Regionale per la Sussidiarietà Orizzontale, di rivitalizzare la Vallata del Pescara, una valle chiamata negli anni Sessanta, non a caso, Valle della Rinascita. Comunque sia, resteremo vigili sull'operato della politica, affinché si risolva nel più breve tempo possibile la vicenda della ex Celdit con l'attuazione del progetto IN.TE.".

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