Economia

Via ai saldi invernali, Confcommercio: "Comprate nei negozi in città"

I saldi invernali dal 5 gennaio: a Chieti e in provincia ogni famiglia spenderà in media 346 euro. Per i negozianti si stimano incassi superiori di almeno il 3% rispetto al 2014

Martedì 5 gennaio scattano i saldi invernali: Confcommercio Chieti anticipa le previsioni degli affari sul territorio dove i commercianti sono intenzionati a dare continuità ai piccoli segnali di ripresa dei consumi registrati a dicembre. Non a caso anche per i saldi invernali le stime di Confcommercio parlano di incassi superiori di almeno il 3% rispetto al 2014. 

Secondo un’indagine effettuata a Chieti e provincia, nelle prossime settimane ogni famiglia spenderà in media 346 euro. Le donne attendono più degli uomini la partenza degli sconti; i migliori consumatori dei saldi sono gli over 45 mentre il 41% degli utenti sperimenterà punti vendita differenti da quelli frequentati abitualmente con l’obiettivo di trovare prezzi più competitivi.

“Con le vendite scontate aumentano i ricavi ma diminuiscono i margini di guadagno per il commerciante. Malgrado si preveda un incremento degli affari è fondamentale pianificare politiche di sostegno e di rilancio dei negozi al dettaglio che continuano ad abbandonare le vie dei nostri centri urbani - afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti - Non a caso i commercianti del settore abbigliamento fanno sempre più fatica a vendere i capi pesanti”. Non aiuta, sempre secondo Confcommercio, la corsa all’anticipo dei saldi che, in pratica, scattano insieme alla stagione invernale. Per questo motivo l’organizzazione di categoria torna a chiedere di posticipare la partenza degli sconti almeno a fine gennaio. “Un vantaggio anche per i consumatori che si vedrebbero praticato una percentuale di sconto maggiore in virtù del fatto che si acquistano articoli di fine serie. Invece - spiega Tiberio - ci troviamo ogni anno a scontare intere collezioni nel bel mezzo della stagione senza dimenticare i comportamenti scorretti da parte di esercenti che, con vari escamotage, anticipano l’inizio degli sconti”. 

Infine, l’invito accorato ad acquistare nei negozi di vicinato. “Anche perché, - conclude Tiberio - non esiste città senza commercio dal momento che se si spegne il commercio, si spegne tutta la città”.
 

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