Ritardi pagamenti alle imprese: le regione Abruzzo tra le meno puntuali

Con il 27,3% di aziende che pagano alla scadenza fissata l’Abruzzo è all’ottavo posto in Italia tra le regioni meno puntuali e con il 16,4% di ritardi gravi è al sesto posto. Chieti (69°) è arretrata di quattro posizioni nella graduatoria nazionale

Pagamenti in ritardo alle imprese. L'Abruzzo risulta all'ottavo nella negativa classifica traccciata da Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information. È quanto emerge dallo Studio Pagamenti, aggiornato ai primi sei mesi del 2020. Chieti (69°) è arretrata di 4 posizioni nella graduatoria nazionale sulla puntualità. Per quanto riguarda le altre province abruzzesi, L’Aquila, in ripresa, ha guadagnato 9 posizioni risalendo al 78° posto, seppure in lieve peggioramento rispetto al primo trimestre di quest’anno, Teramo rimane la provincia abruzzese con la migliore puntualità nei pagamenti delle imprese (64° posto in Italia) mentre Pescara, perdendo 7 posizioni è scivolata all’ultimo posto nella regione (82° posto).

In provincia di Teramo sono in crescita a fine giugno di quest’anno soprattutto i ritardi gravi (oltre 30 giorni): + 10,6%. I ritardi oltre 30 giorni sono aumentati anche di più in termini percentuali a Chieti (+17,7%) e Pescara (+13,7%). Nella regione la puntualità (i pagamenti alla scadenza fissata) è migliorata soltanto a L’Aquila: +8,9%.

Con il 27,3% di aziende che pagano alla scadenza fissata l’Abruzzo è all’ottavo posto in Italia tra le regioni meno puntuali e con il 16,4% di ritardi gravi è al sesto posto.

Al 30 giugno 2020 cominciano ad evidenziarsi le ripercussioni economiche negative dell’emergenza Covid-19 sulla puntualità dei pagamenti delle imprese: le aziende che pagano i fornitori con grave ritardo (oltre i 30 giorni) sono l’11,8%, un dato in aumento rispetto al primo trimestre 2020 (10,6%) e sostanzialmente analogo a quello di un anno fa (11,6%).

Inizia tuttavia a vedersi qualche lieve miglioramento, soprattutto per le microimprese, che fanno registrare una maggiore stabilità per i pagamenti a scadenza. Il Nord Est e il Nord Ovest del Paese hanno registrato l’incremento più elevato di ritardi gravi rispetto al trimestre precedente (rispettivamente 16,7% e 13,3%), mentre a livello settoriale aumentano i ritardi gravi per Industria e Commercio all’ingrosso.

Oltre la metà delle imprese (53,2%) adempie i propri obblighi di pagamento con un ritardo massimo di 30 giorni (54,5% lo scorso trimestre). Alcuni settori mostrano però i primi segnali di sofferenza: l’industria, dove i pagamenti in grave ritardo crescono, rispetto al trimestre precedente, del 23,2%, il commercio all’ingrosso (+11,5%), i servizi (+7%), le costruzioni (+5%). In altri segmenti, come i servizi finanziari e il settore rurale, caccia e pesca, i ritardi gravi non sono aumentati.

Nonostante il Nord Est e il Nord Ovest del Paese abbiano registrato l’incremento più elevato di ritardi gravi rispetto al trimestre precedente (16,7% e 13,3%), il Nord Est si conferma ancora l’area geografica più affidabile, con il 7,7% di pagamenti oltre i 30 giorni, mentre il Sud e le Isole sono le zone dove le imprese continuano ad incontrare maggiori difficoltà, con il 18,9%. Con il 21,8% di imprese che effettuano i pagamenti con oltre 30 giorni di ritardo, la Calabria, pur essendo la regione con il maggiore decremento (-1,8%) di ritardi gravi rispetto all’ultimo trimestre del 2019, divide con la Sicilia la prima posizione nella graduatoria regionale, mentre la Campania (19,5%) è terza.

“Dall’analisi dei dati - commenta Marco Preti, Amministratore Delegato Cribis - emerge che nel secondo trimestre di quest’anno si stanno manifestando le prime ripercussioni economiche negative sui tempi di pagamento delle imprese. Una conseguenza inevitabile dovuta alla situazione pandemica mondiale ma che deve, necessariamente, indurre le imprese nazionali di tutte le dimensioni a rivedere le proprie politiche di selezione di fornitori o partner commerciali, puntando con decisione a privilegiare soggetti e interlocutori con un elevato grado di affidabilità economico finanziaria e non solo”.

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