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Economia Chieti Scalo

Rilancio progetto In.Te: si cercano finanziamenti europei

Accordo fra Comune di Chieti e Regione per il rilancio economico della Val Pescara. L'assessore Viola: "Il processo autorizzativo non dovrà avere una durata superiore a trenta giorni dall'avvenuta richiesta"

Il Comune di Chieti chiede alla Regione aiuto per rilanciare l’accordo di programma riguardante il progetto IN.TE. L’assessore alle Attività Produttive, Antonio Viola ha incontrato il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli assieme all’ingegner Domenico Merlino e ai rappresentanti di 21 aziende pronte a insediarsi per stabilire un accordo di programma i due enti per attivare tutte le misure ritenute più idonee ad accompagnare l’insediamento delle aziende interessate.

“Le misure – sottolinea Viola- , sono da ricercarsi nei finanziamenti europei avendo, in particolare, presenti la legge regionale 40/2012 art. 14 riguardante i contratti di sviluppo e il Regolamento UE da poco approvato n. 651/2014, i cui artt. 107 e 108, riguardano gli aiuti alle province di Chieti e di L’Aquila in quanto aree in crisi.

Alla Regione abbiamo chiesto, innanzitutto, un aiuto economico per quanto riguarda le urbanizzazioni delle aree nonchè alle singole aziende, attraverso i contratti di sviluppo, che si sono impegnate a riassorbire i dipendenti della ex Cartiera Burgo.

La Regione Abruzzo- aggiunge -  svolgerà un compito di coordinamento e di monitoraggio delle attività insieme all’assessorato alle Attività Produttive del Comune di Chieti, impegnandosi nella ricerca di finanziamenti per agevolare il processo di ricostruzione almeno relativamente alle opere di urbanizzazione da realizzarsi all’interno delle aree e consentire di fatto i nuovi insediamenti. Il Comune di Chieti vigilerà nei confronti del SUAP e degli assessorati competenti al fine di agevolare il processo autorizzativo che non dovrà avere una durata superiore a trenta giorni dall’avvenuta richiesta".

Il progetto  IN.TE prevede la creazione di circa 300 posti di lavoro e il riassorbimento di  71 lavoratori provenienti dalla ex Burgo nei seguenti settori: ricerca per l’energia rinnovabile e sensori medicali, energia, edilizia, meccanica di precisione, informatica e telecomunicazione, ricettività e ristorazione, ingegneria avanzata, logistica e ambiente.

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