Economia

L'Abruzzo e la riforma delle province, la Cisl: è una proposta debole

La Cisl considera debole e incompleta la proposta di abolizione di alcune province: rappresenta per la nostra Organizzazione solo un primo passo per la realizzazione di un progetto di riorganizzazione del Paese, ormai non più rinviabile

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

L’abolizione di alcune province, anzi la riduzione del numero di quelle esistenti,  prevista dal Governo Monti, è un proposta che la Cisl considera debole e incompleta, essa rappresenta per la nostra Organizzazione solo un primo passo per la realizzazione di un progetto di riorganizzazione del Paese, ormai non più rinviabile.

“Tutti i soggetti collettivi ed istituzionali devono cercare di cooperare  al fine di evitare di drammatizzare un problema che rischia di lacerare l’Abruzzo in vecchi e nuovi campanili, - afferma il Segretario della CISL Abruzzo, Maurizio Spina -. Un rischio di cui non si avverte la necessità, in un quadro di emergenza sociale ed occupazionale, che rappresenta l’unica e vera priorità da affrontare”.

Essere in Europa, condividendo la necessità di costruire una vera Unione,  non solo finanziaria ma anche sociale e politica, pone il problema di rimuovere gli ostacoli ad una partecipazione più diretta dei cittadini,  avvicinando i livelli istituzionali anche locali, che si presentano in Italia in numero maggiore rispetto alla maggioranza degli altri Paese Comunitari. Per questo le Provincie rappresentano un livello istituzionale destinato a scomparire, che non può essere semplicemente ridimensionato.

La scelta di una riduzione parziale delle Provincie in Abruzzo si presenta assai complessa ed è di difficile attuazione, in quanto non adattabile alle condizioni della Regione. Genera forzature senza poter costruire un riordino funzionale. L’Abruzzo per il numero di abitanti e per l’estensione territoriale va considerata come una Città- Regione. Unico livello in grado di garantire un governo unitario del territorio,  cogliendone  potenzialità ed opportunità diffuse, realizzando capacità sistemica ed un visione complessiva dello sviluppo e dell’organizzazione dei servizi. Una dimensione,  quella regionale, che si presenta essa stessa inadeguata, ponendo l’esigenza di riflettere seriamente sulla costruzione di una macro-regione adriatica con il Molise e le Marche.

Il legislatore di fatto interviene in forma sostanziale sulle nuove Provincie, che andranno individuate dopo il riordino, ridimensionandone il ruolo nelle funzioni affidate e nella rappresentanza. Viene meno infatti, l’elezione diretta da parte dei cittadini e si riducono le funzioni esercitate. Parlare di Province nei termini conosciuti sino ad oggi, come emerge dal dibattito politico regionale, è improprio , in quanto si tratta di semplici funzioni di coordinamento sovra comunale di “area vasta”.

“La Regione potrebbe andare oltre ed optare per una scelta coraggiosa, proponendo il superamento in ABRUZZO del livello provinciale e affidando alle Città capoluogo di area vasta i compiti attualmente svolti dalle Province, dichiara il Segretario della CISL Abruzzo.  Mentre la presenza dello Stato nella Regione potrebbe riorganizzarsi attraverso il riordino e la concentrazione di funzioni e servizi, garantendo una stabile e capillare presenza sul territorio”.

Prendiamo atto che la volontà politica prevalente, in base alle posizione espresse sugli organi di informazione, è di applicazione del testo della legge  approvato in Parlamento, provvedendo ad un riordino delle attuali Provincie.

In questo processo riformatore per la CISL Abruzzo è importante garantire la salvaguardia dei servizi attualmente affidati alle Amministrazioni Provinciali nei confronti dei cittadini, la continuità e la stabilità del loro funzionamento e della loro presenza sul territorio, attraverso il personale  che attualmente vi opera. Pervenendo ad accordi specifici con la regia della Regione.

“Ricercare una soluzione equilibrata che tenga conto delle vocazioni territoriali, della mobilità dei cittadini, seguendo le direttrici dello sviluppo locale e dei servizi, ricercando una soluzione fortemente condivisa, - conclude Maurizio Spina -. La proposta che verrà trovata resta per la Cisl Abruzzo una soluzione  transitoria che deve portare al completo superamento del livello Provinciale, già dalla prossima legislatura.

 

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