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Riforma del commercio in Abruzzo, le proposte di Ascom

Quattro gli ambiti secondo la quale bisogna intervenire: grande distribuzione, ristorazione sui trabocchi, agriturismo e commercio al dettaglio

L’associazione di categoria Ascom Abruzzo è stata ascoltata in Regione in merito alla riforma del Testo unico del commercio in atto in Abruzzo, settore che, secondo l’ente, “necessita di un intervento di riordino e razionalizzazione” dato che nel tempo c'è stata “la stratificazione di una pluralità di interventi normativi”.

La delegazione di Ascom, formata dal presidente regionale Angelo Allegrino, dalla responsabile dell'Imprenditoria femminile Annalisa De Luca e dal legale di Ascom Abruzzo, Quirino Ciccocioppo, è stata sentita dalla III Commissione della Regione (Attività produttive, Sviluppo economico e Agricoltura). Quattro gli ambiti secondo la quale bisogna intervenire: grande distribuzione, ristorazione sui trabocchi, agriturismo e commercio al dettaglio
 
- Grande distribuzione. “Bisogna  riconoscere  - ha detto Allegrino - che  questo  Testo  unico,  dopo  anni  di  scempio  consentito  in Abruzzo,  ha  messo  un  freno  anche  se  si  poteva    fare  meglio.  Non  dimenticando  cosa  ha  comportato  lo  scellerato  permissivismo nei confronti della grande distribuzione organizzata, ossia la chiusura  di  una  miriade  di  attività  in  particolare nei  piccoli  comuni e nei centri storici,  provocando  anche lo  spopolamento  di  dette  zone”.

- Ristorazione  sui  trabocchi. “Occorre regolamentare  meglio  questa attività, con  limitazione  di  presenze  considerando  le  problematiche  igieniche,  sia  delle  cucine  che  dei  bagni, e  la  sicurezza  degli  impianti,  visto  che  alcune  strutture  ospitano  anche  150 persone per volta.  Da  non  dimenticare  la  problematica  dell’accesso  ai  disabili”.

-Agriturismo.  “Anche  questo  settore  va  regolamentato  meglio, facendo  rispettare  le  normative  vigenti,  oppure  facendole più ferree,  altrimenti  si  verifica  una  concorrenza  sleale  nei  confronti  della  ristorazione tradizionale che  è  sottoposta a  regolamenti  più  restrittivi e  più  costosi  economicamente”.

- Commercio al dettaglio. “Bisogna che la Regione – ha ancora evidenziato Allegrino – si attivi di  concerto  con  i  Comuni  con  iniziative  sia  economiche  che  organizzative  per  rendere  più  facile  la  sopravvivenza  delle  piccole  e  medie  aziende  commerciali  che,  spesso  lo dimentichiamo, sono  state  e  sono  lo  zoccolo  duro  della  nostra  economia. Esse svolgono anche un importante  ruolo sociale,  dando  servizi  in  aree  disagiate  e  zone  storiche”.

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