Economia

Eccedenze alimentari: ogni anno 5,5 milioni di cibo sprecati, monsignor Forte: "Serve nuova sobrietà"

I dati del rapporto sulle eccedenze alimentari presentato all'università. In Abruzzo il Banco Alimentare assiste 38.254 indigenti

Sei milioni le tonnellate di cibo che ogni anno in Italia vengono prodotte in più per problemi di natura estetica, etichette sbagliate o perché rimane invenduto. Di queste, ben 5,5 finiscono al macero: si tratta del cibo che non viene recuperato anche se buono, e viene distrutto.

Cifre che, se accostate a quelle dell'Istat relative alla povertà - in Italia sono 8,2 milioni le persone indigenti - fanno rabbrividire.

Sono solo alcuni dei dati contenuti nella ricerca "Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità", condotta dal Politecnico di Milano e dalla Fondazione per la Sussidiarietà, in collaborazione con Fondazione Banco Alimentare Onlus e Nielsen Italia, presentata ieri, martedì 9 aprile, all'università "d'Annunzio" a Chieti, in un convegno promosso dal Banco Alimentare dell'Abruzzo e Fondazione per la Sussidiarietà, con il sostegno del Csv Pescara, e il patrocinio della Regione Abruzzo e dell'università "d'Annunzio" di Chieti-Pescara.

Lo studio, primo nel suo genere nel nostro Paese, è stato realizzato dai docenti Paola Garrone, Alessandro Perego e Marco Melacini accende i riflettori su una realtà poco conosciuta: la generazione dell'eccedenza nella filiera e la frequente trasformazione in spreco.

"Un'eccedenza - ha detto Melacini - generata da errori di previsione della domanda, difetti qualitativi, oppure, nello stadio del consumo, comportamenti come la bassa frequenza della spesa e l’acquisto di confezioni non divisibili. Non tutto lo spreco è semplice da recuperare, come nel caso dei pasti non consumati nella ristorazione che richiedono una gestione del tutto particolare. Proprio laddove è possibile un recupero maggiore, come nel caso delle aziende di trasformazione, sono stati implementati sistemi di controllo più evoluti, anche se ancora oggi solamente il 35,3% dell’eccedenza è donato a food banks o enti caritativi sparsi sul territorio, mentre ancora un 32,2% di prodotti viene smaltito in discarica".

 Il Banco Alimentare dell'Abruzzo, Onlus con sede a Pescara, quotidianamente lavora con le imprese per recuperare cibo buono ma destinato al macero. L'anno scorso sono state raccolte 1.521 tonnellate di prodotti. Quest'anno, il Banco aiuta un numeroimpressionante di persone indigenti in Abruzzo e Molise:  44.432 (38.254 in Abruzzo, 6.178 in Molise) mediante 252 enti convenzionati (211 in Abruzzo, 41 in Molise), cifre ancora una volta aumentate rispetto all'anno precedente, quando sono state assistite 38.829 persone (33685 in Abruzzo, 5.104 in Molise).

All'incontro è intervenuto monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, che citando sant'Agostino ha parlato di vanità e verità come categorie per comprendere anche la crisi. "Serve una nuova sobrietà - ha detto - perché consumiamo di più di quello che potremmo, e sprechiamo molto. Consumismo, dunque, è vanità, sobrietà è verità. Dietro lo spreco - ha aggiunto - c'è l'egocentrismo del disinteresse".

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