Economia

Provincia: 6,5 milioni e mezzo per evitare il dissesto finanziario

Il piano, approvato da ministero dell'Interno e corte dei conti, obbligherà l'ente ad onorare i 140 milioni di debiti ed evitare di contrarne di nuovi. Nel mirino la situazione delle società partecipate, con la vendita di immobili in programma

Piano di riequilibrio per le casse della Provincia, con l’impossibilità di contrarre altri debiti e l’obbligo di risparmiare, in modo da finanziare nei prossimi anni l’attuale disavanzo da 10 milioni di euro.

Il presidente Enrico Di Giuseppantonio questa mattina (lunedì 7 ottobre) ha annunciato in conferenza stampa il piano approvato dal ministero dell’Interno e dalla sezione abruzzese della Corte dei Conti, che vigileranno costantemente sulla sua applicazione. “La Provincia di Chieti eviterà il dissesto finanziario”, ha detto il presidente affiancato dal vice Antonio Tavani, dagli assessori Nicola Campitelli, Tonino Marcello, Alessio Monaco e dal presidente della commissione Bilancio Federico Fioriti.

Con 140 milioni di debiti la Provincia è sui primi gradini nella classifica degli enti più indebitati d’Italia a causa, secondo Di Giuseppantonio, “di scelte finanziariamente sconsiderate degli amministratori che ci hanno preceduto, responsabili anche di spese eccessive rispetto alle possibilità”. A questo si aggiunge l’esiguità delle risorse disponibili rispetto al passato.

Proprio per la sua grave situazione debitoria, è fra le prime in Italia a ricorrere al piano che ne eviterà il dissesto. Nel 2013 l’ente ha accantonato fondi in cassa che hanno consentito di pagare le imprese per 11 milioni di euro senza ricorrere a prestiti e dunque a nuovi debiti.  

Non ci sarà la commissione di liquidazione, ma gli attuali organi gestiranno il risanamento, onorando i debiti verso i creditori ed evitando licenziamenti. “Gioveremo di un finanziamento pari a circa 6,5 milioni, di cui 1,5 già erogati – spiega il presidente - in cambio di un piano di rientro stringente che permetta di riportare i conti in ordine. Il meccanismo in pratica è il medesimo che la Bce ha applicato con i paesi europei in difficoltà. Di certo saranno anni faticosi ma, come detto, altrimenti non ci sarebbero state alternative al dissesto”.

L’amministrazione sta verificando l’esigibilità dei residui attivi: ve ne sarebbero ancora 60 milioni. “E probabilmente – prosegue il presidente – ne recupereremo 1,5 milioni dal contenzioso in essere sulle operazioni di finanza derivata effettuati negli anni passati. Oltre a ciò, stiamo rivalutando la situazione complessiva delle società partecipate". Per risanare le casse della Provincia ci si prepara anche alla vendita di immobili e ad un progetto con la Cassa depositi e prestiti mediante un fondo di investimenti per la valorizzazione del patrimonio pubblico. “Per quanto riguarda gli affitti, infine – continua - li stiamo rivalutando alla luce delle recenti norme che consentono alle Pubbliche Amministrazioni di risolvere i contratti in essere in deroga al Codice Civile”.

“Ribadisco con forza che non sarebbe stato possibile fare ricorso a questa sorta di “dissesto guidato” – conclude il Presidente Di Giuseppantonio – perché siamo stati oculati, accorti e severi, tagliando spese inutili e eliminando annosi sperperi e, più in generale, dando prova di un diverso approccio culturale alla gestione della cosa pubblica, sotto regole più stringenti e serie: ciò deve far riflettere ed evitare che in futuro altre amministrazioni posano tornare a spendere senza risorse e senza rispondere del proprio operato”.

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