Provincia di Chieti: un’amministrazione allo sbando!

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

L’Amministrazione Provinciale di Chieti, in quest’ultimo periodo, soffre di amnesie. La vertenza dei lavoratori a tempo determinato dell’Ente provinciale, retribuiti con i fondi sociali europei e utilizzati nei centri per l’impiego, è stata talmente emblematica che non può essere sottaciuta.

 Il Consiglio Provinciale di Chieti, con delibera del 18 dicembre 2014, stabiliva la proroga di tutti i contratti dei lavoratori a tempo determinato. Ebbene, questo provvedimento di proroga, il 22 dicembre, a distanza di 4 giorni, è stato revocato con delibera, sempre dello stesso Consiglio Provinciale.        Tale annullamento della proroga dei contratti a tempo determinato si rileva in aperto contrasto anche con la circolare del Ministero della Funzione Pubblica, che prevede e consente un prolungamento dei suddetti contratti, andando anche oltre i 36 mesi.

Una vicenda singolare e peculiare della Provincia Teatina, giacché le altre tre Amministrazioni provinciali abruzzesi non hanno assunto quest’atteggiamento di chiusura e di rigidità verso la possibilità di proroga dei lavoratori a tempo determinato.

Questa contraddittorietà nelle decisioni ha creato notevoli disagi sia all’organizzazione dei servizi dei centri per l’impiego che un danno palese agli stessi lavoratori. La CISL FP ha denunciato più volte il comportamento anomalo dell’Amministrazione Provinciale di Chieti, sia in sede locale che durante i lavori dell’”Osservatorio regionale per la riforma delle province”.

 L’anomalia della mancata proroga dei lavoratori a tempo determinato non è la sola.  La Provincia di Chieti in palese violazione di quanto  previsto dalla Legge n.56 del 2014 (Legge Del Rio), che obbliga le province a fotografare la situazione organizzativa e funzionale dell’Ente alla data del 4 aprile 2014, continua,  attraverso decreti presidenziali, a modificare pretestuosamente e in maniera irragionevole il funzionigramma e l’assetto organizzativo dell’Ente, spostando personale e dirigenti da funzioni ad altre.  Un ulteriore spregio alla norma citata e alle indicazioni venute fuori dall’Osservatorio regionale.

La CISL FP chiede al Presidente della Provincia di sanare l’anomalia dei lavoratori a tempo determinato e di ripristinare il modello organizzativo vigente alla data del 4 aprile 2014, in modo da evitare che, nel trasferimento di funzioni e di attribuzioni di incarichi dirigenziali nelle more del trasferimento delle stesse ad altri Enti, regione o comuni, i lavoratori interessati possano essere fortemente penalizzati.

La CISL FP AbruzzoMolise, in assenza di provvedimenti finalizzati a ripristinare, in maniera chiara, decisa e tempestiva, le condizioni di legalità, sia con riferimento ai lavoratori a tempo determinato e indeterminato che al funzionigramma, interesserà della vertenza la Regione Abruzzo e l’Osservatorio regionale.
       

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