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Nel chietino il maggior numero di imprese agricole gestite da stranieri

Lo rivela il Dossier Statistico immigrazione 2018, che fotografa la situazione imprenditoriale nelle quattro province abruzzesi. Ma la fetta maggiore è nei servizi

La provincia di Chieti è quella abruzzese in cui si registra il maggior numero di imprese agricole gestite da titolari nati all’estero, il 27,4%. A livello generale, invece, è al terzo posto in regione (23,6%), preceduta da quella di Teramo (31,8%), Pescara (28,6%) e seguita dall’Aquila (15,9%), quest’ultima sfavorita viste le caratteristiche del territorio montano e con una densità abitativa inferiore. Sono questi i dati più rilevanti sull’iniziativa imprenditoriale contenuti nel Dossier Statistico immigrazione 2018.

Le imprese condotte da lavoratori di origine straniera sul territorio abruzzese all’inizio del 2018, sono 13.782, pari al 9,3% di tutte le attività imprenditoriali registrate nelle locali Camere di Commercio. Il loro numero ha registrato negli ultimi anni un andamento in crescita, ma in maniera molto moderata (+1,5% tra 2016 e 2017 e +9,8% cumulativamente tra 2012 e 2017) rispetto a quanto registrato invece a livello nazionale (rispettivamente +2,8% e +19,6%) o più limitatamente a livello di Italia meridionale (rispettivamente +3,5% e +29,9%).

Tra le imprese regionali i cui responsabili sono nati all’estero, il 72,6% è gestito da stranieri non comunitari e il 77,6% è registrato secondo una dimensione individuale (10.696 su 13.782).

A livello regionale l’incidenza femminile tra i titolari di impresa stranieri raggiunge livelli molto alti e con il 31,1% si colloca ben 8 punti percentuali al di sopra della media complessivamente registrata a livello nazionale (23,3%).

Tra i paesi di nascita più rappresentati tra i titolari d’impresa stranieri a livello regionale troviamo al primo posto la Svizzera con il 10,7%, che si alza al 13,1% in provincia di Chieti: il dato non deve sorprendere perché, per una regione a forti tassi di emigrazione fino a pochi decenni fa, si tratta dei figli nati all’estero dei migranti abruzzesi tornati a fare investimenti nella patria dei genitori. Al secondo posto si colloca la Romania con il 10,6%, seguita dalla Cina con il 9,3%, dal Marocco con l’8,8% e dall’Albania con il 7,0%.

A livello territoriale il commercio è il primo comparto in tutte le province abruzzesi, toccando il 34,6% nel chietino, dato più basso in regione; mentre spiccano, da una parte, il 12,2% delle imprese immigrate attive nel settore agricolo nel chietino e, dall’altra, il 19,8% di imprese immigrate nel comparto delle attività manifatturiere nella provincia di Teramo, dove in particolare la Val Vibrata, al confine con le Marche, si segnala per essere sede di una miriade di piccole e medie imprese soprattutto del settore tessile e calzaturiero.

Si registra nel chietino un significativo 56,2% nei servizi. Considerata la crescita significativa del settore turistico nell’ambito dell’economia regionale, che sta richiamando sempre più numerosi visitatori da tutta l’Italia e l’Europa, si può prevedere in una prospettiva di breve-medio termine un maggiore protagonismo dei titolari d’impresa stranieri nei comparti alberghi e ristoranti e viaggi interni al settore dei servizi.

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