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Al via il project financing per l'ospedale di Chieti, la Cgil: "Altri debiti per la sanità abruzzese"

Il sindacato abruzzese nutre dubbi su tutto l’iter burocratico seguito fino ad oggi per la realizzazione del progetto da trenta milioni di euro

“L’attuale giunta regionale sarà ricordata come quella che ha ulteriormente indebitato la sanità abruzzese e le generazioni future, per i prossimi decenni, se il project financing dell’ospedale di Chieti andrà avanti”. La Cgil si schiera di nuovo contro la finanza di progetto del nuovo ospedale di Chieti, dopo che la Asl locale ha messo in moto la procedura per realizzare tutti i passaggi che porteranno alla realizzazione della struttura voluta dall’esecutivo D’Alfonso da quasi 500 posti letto.

“Un’opera faraonica” insistono Carmine Ranieri, segretario Cgil Abruzzo e Germano Di Laudo, segretario generale Cgil Chieti “con trenta milioni di euro già stati distratti per pagarla”. La Cgil nutre dubbi circa le competenze avocate a sé dalla Regione Abruzzo e quelle esercitate dalla Asl di Lanciano Vasto Chieti, dunque su tutto l’iter burocratico seguito fino ad oggi per la realizzazione del progetto.

“Non importa – aggiungono - che si potrebbe spendere molto meno progettando altre soluzioni, non interessa chiedere più fondi al governo nazionale come già è stato fatto da altre regioni, non importa che in questa fase sarebbe opportuno limitarsi all'ordinaria amministrazione. La giunta regionale, anziché programmare gli interventi con una logica di priorità, millanta nuovi progetti di finanza per ricostruire gli ospedali: Teramo, Avezzano, Vasto, Lanciano, Penne e da ultimo il presidio San Salvatore dell’Aquila”.

Il sindacato ricorda il disastro economico che si sta verificando nelle Regioni che hanno costruito gli ospedali con questa tecnica (Veneto, Toscana, ecc.), assieme agli inviti espressi dalla Corte dei Conti del Veneto sull’inopportunità di adottare il project financing per costruire gli ospedali e che “però non hanno modificato la volontà dell’esecutivo regionale”.

“La Cgil Abruzzo e la Cgil di Chieti chiedono che non si approvino ulteriori provvedimenti amministrativi che vincolerebbero il prossimo governo regionale a decisioni sbagliate già assunte e che dunque - concludono Ranieri e Di Laudo -  impedirebbero una migliore e più efficiente gestione dell’edilizia sanitaria nella nostra regione”.

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