Venerdì, 24 Settembre 2021
Economia

Il piano di riequilibrio finanziario al centro del tavolo del commercio: illustrate le misure per il settore

A breve sul sito web del Comune ci sarà una sezione dedicata alla consultazione di tutti gli atti e le tariffe stabilite

Come anticipato alla vigilia del consiglio comunale che ha approvato il piano di riequilibrio finanziario, è stata organizzata una seduta ad hoc del tavolo del commercio dedicato proprio a spiegare alle associazioni di categoria gli aspetti del piano che riguardano il settore. 

Alla riunione, che si è svolta da remoto, hanno partecipato il sindaco Diego Ferrara, l'assessore al Commercio Manuel Pantalone, Marisa Tiberio di Confcommercio, Letizia Scastiglia della Cna, Marina De Marco e Maria Lilia Toschi di Confesercenti, Gianfranco Cesarone del Consorzio Chieti c’entro, Annalisa De Luca di Ascom, Federico Del Grosso dell’Upa Claaii e Daniele Giangiulli di Confartigianato.

Ferrara e Pantalone hanno illustrato le misure previste dal piano, ribadendo quanto già detto prima e dopo la sua approvazione: una misura necessaria "per evitare alla città un nuovo e sicuro dissesto".

Nel corso della riunione, gli amministratori hanno assicurato alle associazioni di categoria che "sul piano, questa amministrazione ha fin qui adottato e adotterà la massima trasparenza: non solo tutti i documenti prodotti sono pubblicati con il piano stesso sull’albo pretorio comunale - dicono - ma inizia, e proprio con questo tavolo, l’annunciata opera di narrazione della situazione e dei rimedi rivolta alla città e a tutte le categorie che contribuiscono alla crescita economica, culturale e sociale di Chieti".

Inoltre, anche per favorire le comunicazioni ai cittadini, a breve una sezione del sito istituzionale sarà dedicata proprio al riequilibrio: online, dunque, si potranno consultare in ogni momento tutti gli atti, le delibere adottate dall'amministrazione, informazioni sulle tariffe e sulla rimodulazione, le scelte e le iniziative collegate al riequilibrio e i tempi che lo scandiscono.

"Abbiamo inoltre chiarito, per evitare incomprensioni e, soprattutto, strumentalizzazioni - spiegano sindaco e Pantalone - che il piano fotografa la situazione, ma, soprattutto, adotta scelte per contribuire a ripianare il debito ereditato. È un’azione trasparente e cristallina, perché non vogliamo che i rimedi all’imponente disavanzo dell’ente, risultino misteriosi come lo sono stati i debiti accumulati negli anni e a cui stiamo facendo fronte. Le polemiche non ci interessano, ci preme lavorare positivamente per risollevare la città, a partire dalle categorie commerciali e produttive che sono quelle più provate dagli stop di questi mesi, essendo stato, l’Abruzzo, fra l’altro e suo malgrado, la regione rimasta meno in zona gialla solo 28 giorni, quindi quella con le massime restrizioni".

"Non a caso - proseguono - in questi mesi abbiamo promosso bandi e fatto di tutto perché gli esercenti aderissero alle iniziative legate all’erogazione di buoni di acquisto, non solo perché si riattivasse il commercio di vicinato, ora che siamo in giallo ciò è possibile, ma anche affinché la città torni ad essere la meta prioritaria per l’acquisto. A tal proposito, ci preme registrare un andamento positivo delle adesioni al bando Famiglie e Commercio che abbiamo voluto proprio per questo, che sarà aperto fino al 20 maggio e che mette subito in circolo linfa per le famiglie e per gli esercenti, grazie ai fondi ministeriali che lo alimentano, per questo è importante aderire il più possibile".

"Al tavolo abbiamo inoltre aver chiarito le manovre di rimodulazione delle tariffe - aggiungono - che abbiamo ereditato già a livelli altissimi e che non solo sono contenute, ma sono progressive, nel rispetto, dunque, delle capacità contributive dei contribuenti. Serve chiarezza e noi la faremo sempre e comunque, serve lavorare insieme sia per sostenere il comparto alle prese con la crisi post covid, ma anche per risollevare la città da una situazione che l’aveva portata al limite del baratro. A questo dobbiamo collaborare tutti, perché oltre al piano di riequilibrio che abbiamo adottato per mantenere la capacità di programmazione e di scelta, non c’è altra strada”, concludono. 

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