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Pizza patrimonio dell'umanità: sabato raccolta firme

Inziativa nei mercati di Campagna Amica. Coldiretti Abruzzo: "Arrivare a un riconoscimento internazionale di fronte al moltiplicarsi di atti di pirateria alimentare e di appropriazione indebita"

Scatta nei mercati di Campagna Amica del week end la raccolta firme per far diventare la pizza patrimonio dell’umanità. Ad annunciarlo è la Coldiretti Abruzzo: sabato e domenica raccoglierà le adesioni alla petizione in vista del nuovo decisivo round negoziale in programma a Parigi: in provincia di Chieti l’appuntamento è sabato nei mercati di Campagna Amica a San Giovanni Teatino (Galleria Woytila, dalle 8 alle 13)

"La pizza napoletana  - sottolinea Coldiretti Abruzzo - dal 4 febbraio 2010 è stata ufficialmente riconosciuta come specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea, ma ora l’obiettivo è quello di arrivare ad un riconoscimento internazionale di fronte al moltiplicarsi di atti di pirateria alimentare e di appropriazione indebita dell’identità. Per questo Coldiretti, collaborando alla petizione lanciata sulla piattaforma Change.org insieme all'Associazione Pizzaiuoli Napoletani e alla fondazione UniVerde, si sta impegnando con una forte opera di sensibilizzazione per far entrare l’arte della pizza napoletana nella lista unesco dei patrimoni immateriali dell’umanità (che ha riconosciuto in passato la Dieta Mediterranea) e garantire pizze realizzate a regola d'arte con prodotti genuini e provenienti esclusivamente dall'agricoltura italiana e combattere anche l’agropirateria internazionale”.

La raccolta firme è solo un primo passo per la tutela di un prodotto che dovrebbe essere il simbolo incontrastato della materia prima agricola italiana. L’obiettivo è consentire il reperimento di tutte le materie prime necessarie a produrre una buona pizza sul territorio italiano, a cominciare dalla farina, che potrebbe essere reperita anche attraverso il marchio Fai (firmato agricoltori italiani), i consorzio agrari tra cui il Cadam – che ha già progettato una filiera che dal seme alla farina venga realizzata tutta in Abruzzo e Molise – e alcuni molini locali.

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