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La piattaforma dei piccoli lavori Mini-job, Miscia (FdI): "Start up dal valore sociale, non solo economico"

La start-up nata per creare una piattaforma intermediaria tra chi offre delle prestazioni lavorative e chi ne è alla ricerca

Si chiama Mini-job, la prima iniziativa che FdI-AN-Chieti ha portato all’attenzione del sindaco di Chieti, inaugurando così l’azione politica del neo portavoce cittadino Roberto Miscia. 

Si tratta di una start-up nata dall’idea di Matteo Annibali e Dario Licci, promossa dalla Hub 21, nel 2008 con l’intento di creare una piattaforma che svolga il ruolo di intermediatore tra chi offre delle prestazioni lavorative e chi ne è alla ricerca. Attraverso un meccanismo molto semplice, fatto di pochi clic o una chiamata ad un numero verde, ci si può configurare come jobber in una delle 40 categorie già delineate sul sito che vanno dall’idraulico al baby sitter passando per il deejay, così da inserirsi sin da subito in una sorta di vetrina online utile ad entrare in contatto con potenziali clienti.

FdI-Chieti, ha affidato al capogruppo in consiglio comunale Marco Di Paolo il compito di inserire un collegamento www.mini-job.it all’interno del sito istituzionale del comune di Chieti. Un’operazione aziendale questa, prevista dal Mini-Job e dal progetto 100 comuni, attraverso la quale verranno coinvolti Comuni dai 50.000 a 200.000 abitanti con l’intento di diffondere sempre di più uno strumento che si sta rivelando utile non solo a chi ha già un attività o una professione da sviluppare, ma soprattutto a chi non riesce più ad arrivare a fine mese ed è vittima della grave crisi occupazionale che attanaglia il nostro territorio.

“Ed è proprio l’importante valore sociale dell’iniziativa, che FdI-AN-Chieti vuole promuovere, ritenendo il mini-job un arma in più, del tutto gratuita, con cui i cittadini possono difendersi dalla crisi” dichiara il portavoce cittadino Roberto Miscia “Pensiamo ai giovani che sono sempre più allontanati dal mondo del lavoro e l’unica realtà di cui sono a conoscenza è spesso quella del lavoro nero e sottopagato. Con una piattaforma del genere verrebbe garantita la legalità dei pagamenti attraverso l’utilizzo dei voucher o di fattura fiscale dando così anche sul nostro territorio dove i piccoli lavoretti sono molto diffusi data la presenza di numerosi universitari fuorisede alla costante ricerca di piccole occupazioni per aiutarsi durante gli studi, un contributo alla lotta al lavoro nero e all’evasione fiscale”.

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