Nuovo fondo centrale di garanzia: workshop alla Camera di Commercio organizzato da Confesercenti

Lunedì alle 14,45 a Chieti Scalo si parla delle nuove procedure previste dalla riforma

"Una nuova operatività che produrrà ogni anno circa 7 miliardi di euro di prestiti in più per le imprese". Questo è la portata, stimata da Confesercenti, del nuovo Fondo Centrale di Garanzia, che dal 15 marzo ha modificato il rapporto fra banche, imprese e confidi. Proprio per conoscere e ragionare sui dettagli di questa riforma, attesa da oltre un decennio, la Confesercenti abruzzese, con il patrocinio della Camera di commercio di Chieti e la collaborazione di Italia Comfidi ha organizzato un workshop per istituti di credito, operatori del settore, professionisti. Il workshop si terrà lunedì  alle 14 e 45 nella sala rossa del Centro espositivo e dei servizi della Camera di commercio di Chieti Pescara, in via Fratelli Pomilio a Chieti Scalo, alla presenza del presidente vicario dell’ente camerale Lido Legnini. Le relazioni saranno tenute da Piero Giampietro, responsabile dei Servizi finanziari di Confesercenti Abruzzo, da Massimo Di Maulo, direttore commerciale di Italia Comfidi, e Alessio Betti, specialista della Direzione garanzie di Italia Comfidi.

"La riforma del Fondo Centrale di Garanzia – spiega la Confesercenti – attua un cambiamento di politica della garanzia pubblica, per trasformarla in un vero strumento anticiclico, favorendo sia gli investimenti sia le imprese che hanno difficoltà nell’accesso al credito a causa di carenze di rating. Vengono infatti introdotte importanti novità a vantaggio delle imprese economicamente meno strutturate, a partire dalla nuova soglia limite di accesso al Fondo, che consente un significativo allargamento della platea dei potenziali beneficiari da cui risulta escluso solo l’8% delle PMI, ma anche con misure di copertura più efficaci per le imprese che pur essendo sane sono maggiormente esposte a rischio credit crunch. Arrivano anche le operazioni a rischio tripartito tra Banche, Confidi e Fondo per circa 100mila finanziamenti di importi non superiori a 120.000 euro per singolo soggetto. Grazie a questi interventi, secondo le stime Confesercenti sono possibili 7 miliardi di euro in più di finanziamenti per quel 67% delle imprese considerate ‘critiche’. Una spinta propulsiva per l’economia, utile a contrastare la fase negativa, ed una boccata d’ossigeno per le imprese dopo un lunghissimo credit crunch: solo tra dicembre 2017 e dicembre 2018 vi è stato, in totale, un deflusso di fondi alle imprese per 54,5 miliardi di euro. Perché si apra davvero una nuova pagina sul fronte del credito, però, è necessario l’aiuto del sistema bancario che deve tornare ad investire sulle imprese, soprattutto sulle piccole. Per le attività di minori dimensioni, infatti, l’accesso al credito è ancora fortemente limitato: solo il 10,7% dei prestiti erogati dalle banche arriva alle piccole imprese, che pure rappresentano il 90% del tessuto imprenditoriale italiano. Uno stallo che ha pesato sulla capacità di ripresa della nostra economia e che deve essere finalmente superato, viste le garanzie fornite al sistema bancario dalle nuove modalità di ripartizione del rischio introdotte dalla riforma del Fondo Centrale».

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