Martedì, 23 Luglio 2024
Economia

Mondo del vino abruzzese compatto contro il dm etichettatura

A rischio l’utilizzo esclusivo del termine Montepulciano per le etichette delle eccellenze enoiche abruzzesi

Mondo del vino abruzzese compatto contro il dm etichettatura, in particolare l’articolo 16 che, con la sua approvazione, rischia di compromettere una delle più grandi denominazioni di vino rosso fermo italiano, il Montepulciano d’Abruzzo. Nella sede del Consorzio Tutela vini d’Abruzzo con a capo il presidente Alessandro Nicodemi, alla presenza delle associazioni di categoria regionali e del vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente è stato sottoscritto un documento d’intenti che sarà portato sui tavoli di concertazione regionali e nazionali poiché la proposta di una sorta di “liberalizzazione indiscriminata dell’uso dei vitigni in etichetta, senza nessuna eccezione, come previsto invece per altri vitigni e sinonimi, porterebbe un danno incalcolabile non solo in termini economici, ma anche di comunicazione creando una vera distorsione di mercato, ottenendo l’effetto opposto alla ratio della norma" secondo consorzio e sindacati.

"Tutto il mondo del vino abruzzese si opporrà in maniera compatta all’attuale stesura dell’articolo 16 – spiega Alessandro Nicodemi - . Così formulato recherà a tutte le denominazioni-vitigno che sono un patrimonio unico della nostra enologia nazionale, un danno incalcolabile sia sotto il profilo economico che di comunicazione andando in palese conflitto con il prezioso e tutelato made in Italy, il cui valore è dettato proprio delle nostre ambite“biodiversità enoiche”.

La presenza del vitigno montepulciano in terra d’Abruzzo risale ad oltre due secoli: qui, grazie al particolare microclima della regione, ha trovato le migliori condizioni per vegetare e produrre vini di grande valore. La denominazione “Montepulciano d’Abruzzo” nata nel 1968 come denominazione-vitigno e come tale riconosciuta e tutelata in deroga, negli anni è diventata un colosso della enologia non solo regionale, ma anche nazionale e come tale deve continuare ad essere protetta.

“L’utilizzo di un sinonimo garantirebbe sia la corretta informazione al consumatore – principio condiviso e da rispettare - sia il patrimonio storico delle denominazioni-vitigno”, aggiunge Nicodemi. “Dobbiamo difendere il lavoro di centinaia di operatori che per decenni hanno investito e continuano ad investire importanti risorse sulla promozione e sull’affermazione nei mercati internazionali del vino più prestigioso dell’enologia regionale, il Montepulciano d’Abruzzo, da sempre legato in maniera indissolubile ad un vitigno (Montepulciano) e al nostro territorio che, se non adeguatamente tutelati, rischiano di essere “banalizzati” ed utilizzati da altri operatori solo per “meri fini commerciali”, a danno del radicamento storico e territoriale da tutti unanimemente riconosciuto”.

Erano presenti al tavolo Roberto Rampazzo e Pier Carmine Tilli per Coldiretti, Leo Spina per Copagri, Mauro Lovato e Camillo Colangelo per Confagricoltura, Antonio Marascia per Confcooperative, Andrea Di Fabio per Lega Coop, Rocco Pasetti per il DAQ Vino, Gianni Pasquale per Assoenologi e Domenico Bomba per CIA.

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