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In mobilità dal 2014, gli ex dipendenti della Air One Techinc non ricevono entrate da ottobre

La Fiom di Chieti ha inviato una lettera di diffida all'Alitalia spa, inoltrata anche al ministero dei Trasporti, a quello del Lavoro, all'Inps e alla Regione Abruzzo. Ma la situazione è drammatica

Si occupavano di manutenzione degli aerei all'interno dell'areoporto d'Abruzzo. Ma oggi i lavoratori della Air One Technic, fino a pochi anni fa un'eccellenza abruzzese, si trovano senza alcun sussidio economico, con il blocco della mobilità, dal mese di ottobre, a causa di alcuni intoppi burocratici. Un blocco che stanno subendo nonostante gli accordi ministeriali siglati nel 2014, che la garantivano per altri due anni. 

A denunciare la situazione è Andrea De Lutis, della Fiom Cgil di Chieti: "La situazione - dice - è veramente drammatica: queste persone sono senza nessun sussidio economico dal mese di ottobre 2016, ci sono interi nuclei familiari ridotti sul lastrico senza nessuna motivazione a loro imputabile.
In queste settimane la Fiom di Chieti ha contattato tutti gli attori presenti nel 2014 al tavolo delle trattative ma nei fatti oltre ad ottenere qualche educata risposta, quando è arrivata, che diceva che si stava provvedendo alla risoluzione, null'altro di concreto".

"Ad oggi - spiega - non si capisce quale sia il problema, di conseguenza quale dovrà essere la soluzione e in quali tempi essa arriverà. Nel frattempo i giorni passano, le difficoltà per i lavoratori e le loro famiglie aumentano e purtroppo fino a prova contraria registriamo che forse ad Alitalia che all' epoca inglobò in Cai quella che era l' Air One Technic molto probabilmente non importa delle difficoltà che queste persone stanno incontrando". 

Oggi (lunedì 20 ottobre), la Fiom di Chieti ha inviato una lettera di diffida all'Alitalia spa, inoltrata anche al ministero dei Trasporti, a quello del Lavoro, all'Inps e alla Regione Abruzzo. "Questa situazione - conclude De Lutis - non può perdurare, urge trovare una soluzione ad un problema sicuramente burocratico, non scaturito dai Lavoratori nei fatti stanno già pagando la perdita del lavoro, non è giusto che a questo punto paghino anche in maniera così devastante le storture e le lungaggini del nostra sistema". 

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