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Mirò, D'Alfonso scrive al genio Civile: "Fermare i lavori"

Il presidente della Regione preoccupato per la realizzazione del progetto, Confcommercio chiede ufficialmente un consiglio regionale straordinario sulla crisi delle piccole e medie imprese

Con una lettera indirizzata a Genio Civile e Protezione Civile, anche il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso chiede di bloccare l’inizio dei lavori per la realizzazione di Mirò, annunciata dall’amministratore delegato della Sile costruzioni, Massimo Locatelli.

Alla luce delle criticità evidenziate dal Comitato Via, D’Alfonso dichiara l’impossibilità a procedere del progetto e chiede agli interlocutori di “di attivare ogni iniziativa utile volta a interrompere ogni attività da parte della società Sile”.

Confcommercio Abruzzo si dice soddisfatta dell’intervento della Regione, nonché dell’assessorato all’urbanistica del Comune di Chieti, e chiede ufficialmente un consiglio regionale straordinario sulla crisi delle piccole e medie imprese del commercio per fare il punto sulla grave crisi del piccolo commercio, anche alla luce della eccessiva presenza della GDO che assegna all’Abruzzo il primato nazionale ed europeo di superficie di mq per abitante

“Siamo fiduciosi di veder accolta la nostra richiesta – spiegano il direttore Cioni e il presidente Donatelli - perché da anni assistiamo a tali tristi primati della nostra Regione ed al drammatico fenomeno dello spopolamento e del degrado dei nostri centri storici a causa della chiusura dei negozi di fronte al debordare senza limiti della GDO: proprio in questi giorni sono stati resi noti gli esiti di studi che assegnano a Chieti il record negativo di chiusure nel centro urbano che dimostrano in modo evidente la nostra tesi.

Attendiamo dal Presidente del Consiglio Regionale un riscontro positivo perché bisogna necessariamente dare delle risposte adeguate all’entità di tale crisi che mette a rischio l’intero sistema distributivo del piccolo commercio abruzzese e migliaia di posti di lavoro a “costo zero” per i conti pubblici, a differenza di altri settori che richiedono ed ottengono milioni di euro per creare occupazione e poi lunghi periodi di cassa integrazione che costano e pesano sulle risorse finanziarie regionali”.
 

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