Domenica, 24 Ottobre 2021
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Soppressione Inpdap: continua lo stato di agitazione

I lavoratori dell'Inpdap di Chieti hanno proclamato lo stato di agitazione lo scorso 15 dicembre contro i provvedimenti contenuti nella Manovra del Governo Monti. Oggi è stata consegnata una lettera al Prefetto di Chieti per invitarlo ad intervenire

 

Questa mattina nella sede in via Principessa di Piemonte, personale organizzazioni sindacali  (Usb, Cgil Fp, Cisl Fp e Rsu di sede) si sono riunite per illustrare alla stampa le  conseguenze negative della soppressione dell’Inpdap prevista dall’articolo 21 del Decreto Salva Italia.

E’ stata quindi inviata una lettera al Prefetto di Chieti per invitarlo a intervenire all’interno della quale i lavoratori evidenziano i rischi che la categoria corre entrando all’Inps. “Un rischio concreto per circa 700 lavoratori a livello nazionale di essere messi in mobilità – scrivono -  che può determinare anche per molti il rientro negli enti di provenienza dopo anni di lavoro e professionalizzazione presso l’Istituto. Questa modalità appare quasi punitiva, come se si trattasse di un Ente inutile o in dissesto. Per ottenere risparmi non si fa cenno ad esempio ai tagli necessari, alla eliminazione degli sprechi e al contenimento della spesa relativa agli appalti esterni. Crediamo inoltre  che il Governo non si sia preoccupato di offrire garanzie di continuità del servizio per la Previdenza Pubblica e di tener conto di quanto investito da questo Istituto negli ultimi anni”.

La preoccupazione non riguarda solo i posti di lavoro, ma pone la garanzia dei diritti e delle prestazioni degli utenti dell’Istituto, in questo momento di disagio sociale ed economico.

“Infatti – continuano - sono a rischio l’erogazione futura delle prestazioni creditizie e sociali, il mantenimento delle strutture sociali, quali convitti e case per anziani, e le numerose iniziative di sostegno economico agli enti locali e alle associazioni per l’assistenza agli anziani e alle categorie più deboli che insistono sul territorio”.

“Il Prefetto – spiega Silvio Di Primio dell’Usb - dopo aver preso conoscenza della situazione si è impegnato a fare tutto quanto è nelle sue possibilità. Lo stato di agitazione proclamato in tutte le sedi Inpdap d'Italia così come a Chieti  proseguirà fino alla fine dell'anno con l'obiettivo di far inserire nel Decreto Milleproroghe di fine anno la dilazione dei tempi di attuazione di questo provvedimento ed una seria analisi di ciò che esso comporta non solo per i 700 lavoratori che verranno messi in mobilità per due anni e poi licenziati, ma anche e soprattutto per i servizi all'utenza che verranno ridimensionati ed in parte affidati a privati, come ad esempio l'attività creditizia che non sarà più di competenza Inpdap e giocoforza finirà nelle mani di banche e finanziarie”.

 

LE ATTIVITA’ SVOLTE DALL’INPDAP IN PROVINCIA DI CHIETI

• 87.000 utenti tra iscritti in servizio nelle Pubbliche Amministrazioni e Pensionati;

• 200 circa le Pubbliche Amministrazioni gestite;

• 22.000 prestazioni erogate nel 2011;

• 70 milioni di Euro il bilancio annuo di Sede;

• 850 pensioni e 3.000 prestazioni di fine servizio erogate nell’anno;

• 2.000 prestazioni annue circa erogate nel settore del Welfare (Credito, Borse di Studio, Soggiorni Studio, Convitti).

 

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