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Martedì, 18 Gennaio 2022
Economia

Ai beni culturali mancati pagamenti per assenza dei dirigenti

I dipendenti scrivono al Ministro Dario Franceschini. L'attuale situazione di vacanza dirigenziale all'interno della Direzione Regionale, si ripercuote sui lavoratori delle Soprintendenze dell'Aquila, Chieti e degli Archivi di Stato

"Caro Ministro per i lavoratori dell'Abruzzo la vera rivoluzione del MiBACT è essere pagati per il lavoro svolto". Questa l'email che i lavoratori dei beni culturali dell’Abruzzo stanno inviando al Ministro Dario Franceschini per denunciare i ritardi nei pagamenti delle indennità di turno e maggiorazioni, che arrivano fino a 3000 euro pro capite.

"L’attuale situazione di vacanza dirigenziale all’interno della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, si ripercuote sui lavoratori delle Soprintendenze dell’Aquila, Chieti e degli Archivi di Stato, creando enormi disagi a tutto il personale impegnato quotidianamente nelle attività di tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale. In particolare la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo è senza dirigente da 2 anni - spiega in una nota Giuseppe La Spada, RSU-Soprintendenza beni archeologici dell’Abruzzo -  disagi economici  si ripercuotono sulle famiglie dei dipendenti MiBACT che da novembre 2013 non percepiscono l’indennità accessoria o di missione. Spettanze che devono essere solamente pagate essendo già stati predisposti i decreti di riparto ed essendoci già da molto tempo la disponibilità economica “congelata” perché in attesa di una fatidica firma".

L’Amministrazione centrale si sarebbe poco interessata alla situazione in Abruzzo "limitandosi a prolungare un’agonia che già da tempo produceva i suoi danni all’interno di una struttura senza capo e che sia internamente che esternamente aveva ripercussioni di grande portata - proegue Laspada - ora tutto il personale dell’Amministrazione dei beni culturali della regione Abruzzo, esasperato da questa situazione, chiede un intervento chiaro e risolutivo direttamente all’on.le ministro Dario Franceschini affinché, come già dimostrato in altre occasioni, sappia sbrogliare questo nodo burocratico che giorno dopo giorno si stringe attorno al collo dei singoli lavoratori che con coscienza e costanza quotidianamente svolgono le proprie mansioni".

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