Economia San Giovanni Teatino

Licenziamenti FedEx, il colosso statunitense chiude la sede: sciopero il 17 maggio

Dopo l'annuncio dei licenziamenti collettivi da parte dell'azienda, oggi la decisione da parte delle sigle sindacali. Sette i dipendenti abruzzesi coinvolti a seguito della preannunciata chiusura della sede di San Giovanni Teatino

Aprile 2019. Questa la "dead line" fissata dall'azienda per la chiusura della sede di San Giovanni Teatino e con questa la data di fine rapporto per i lavoratori (sei corrieri, un responsabile di filiale e un commerciale) considerati ora "degli esuberi".

Non si tratta dei licenziamenti da parte della piccola impresa vittima della crisi.

Parliamo del colosso statunitense FedEx (abbreviazione di FederalExpress) attiva nel settore dei trasporti che ha la necessità di "razionalizzare e riorganizzare l'azienda  a livello nazionale a seguito dell’acquisizione di Tnt e del conseguente assorbimento dei dipendenti". Il colosso dei trasporti ha annunciato, infatti, licenziamenti collettivi per un totale di 315 dipendenti e la chiusura di 24 sedi in tutta Italia, tra cui compare anche la sede abruzzese di San Giovanni Teatino.

Si è trattato di un fulmine a ciel sereno per i dipendenti di FedEx per un provvedimento tanto inaspettato quanto improvviso. “Nell'ultimo periodo - raccontano i rappresentanti sindacali - giravano voci di un trasferimento alla sede Tnt di Chieti. Venerdì scorso è trapelata la preoccupante notizia del licenziamento collettivo, confermata martedì da un incontro a Roma tra la FedEx e i sindacati”.

Circa due mesi fa i dipendenti avevano firmato un nuovo contratto che sanciva il loro passaggio dalla casa madre alla società a responsabilità limitata FedEx Italia (controllata al 99% da Tnt). Alla firma avevano ricevuto garanzie sul fatto che non ci sarebbero state variazioni di alcun tipo rispetto alle mansioni e ai benefit. Così è stato in effetti. Fino all’indigesto annuncio di qualche giorno fa.

L'incontro sindacale a Roma

Questa mattina l'incontro a Roma dei delegati provenienti da tutta italia (oltre 60) in rappresentanza di tutte le sigle sindacali (cgil-cisl e uil) a cui seguirà un ulteriore giro di assemblee (8-9-10 maggio). La decisione è stata unanime: sciopero di 24 ore fissato per il 17 maggio. Inoltre si è deciso con effetto immediato per l'astensione ad ogni forma di straordinario e sono già state fissate le date per un secondo sciopero (questa volta di 48 ore) per i giorni 31 maggio e 1 giugno.

"Se non ci sarà la sospensione immediata dei licenziamenti non si potrà aprire un tavolo di trattativa - spiega il segretario provinciale Filt Cgil di Chieti Maurizio Di Martino - oggi abbiamo fatto un primo passo. Ora ci aspettiamo una risposta dall'azienda. Probabilmente sarà una lotta lunga ma l'incontro di oggi è stato positivo perchè il fronte sindacale nelle sue tre sigle si è dimostrato compatto". 

La delusione dei lavoratori

Da parte dei lavoratori trapela innanzitutto delusione nei confronti dell'azienda. L'amarezza di chi, cresciuto professionalmente all'interno di questa grande società mondiale, si sentiva parte di una famiglia oltre che parte integrante nella storia di un'azienda "mito" del settore. Questo tradimento che provoca rabbia, spiega verosimilmente la decisione robusta con cui si è deciso all’unanimità per la proclamazione dello sciopero quest'oggi. Una scelta impensabile appena due mesi fa.

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