menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Confcommercio Chieti scrive ai sindaci: "Catastrofe per il settore, annullate le imposte locali per un anno"

Azzerati gli introiti per abbigliamento e calzature, -95% nelle strutture ricettive, -68% per la ristorazione, con un calo generale dei consumi superiore al 30%

Una lettera accorata, indirizzata ai sindaci del territorio, per chiedere l’immediato annullamento delle imposte a carico delle attività produttive in palese difficoltà a causa delle conseguenze determinate dalla pandemia coronavirus. A inviarla la presidente provinciale di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio, i consiglieri provinciali dell’associazione di categoria e i rappresentanti territoriali delle sigle Federmoda, che racchiude al suo interno i titolari di attività commerciali specializzate nel settore dell’abbigliamento, delle calzature, delle pelletterie e del tessile per la casa, Federalberghi, Fipe (ristoranti e bar) e degli ambulanti Fiva.

La situazione è grave, considerando che i segni meno, ormai, hanno raggiunto percentuali catastrofiche per il commercio a sola esclusione dei prodotti alimentari e di quelli di largo consumo confezionati che nel mese di marzo hanno toccato incassi record.

“Caro sindaco - si legge nella missiva inviata ai primi cittadini di Chieti e provincia - nel mese di marzo, abbiamo registrato un tonfo dei consumi del 31,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per molti comparti, c’è stato quasi un fermo totale, con il turismo che ha toccato quota -95% degli ospiti nelle strutture ricettive della zona, mentre le immatricolazioni di auto a privati si sono attestate a un eloquente -82%. Si sono addirittura azzerati gli introiti per l’abbigliamento e le calzature, anche in forma ambulante. Il settore della ristorazione, invece, ha fatto registrare 'solo' un calo di scontrini e fatture pari al -68% grazie alle consegna a domicilio”.

Una sorta di bilancio di guerra, quindi, che, sottolinea Confcommercio, non ha paragoni nella storia della Repubblica Italiana. Non a caso, il presidente di Confcommercio nazionale, Carlo Sangalli, ha chiesto al Governo un’immediata iniezione di liquidità per le imprese commerciali del Paese.

La presidente Tiberio, nella missiva girata ai sindaci, va oltre e chiede ai Comuni l’apertura immediata di un tavolo di confronto per evitare che il comparto produttivo locale muoia per sempre.

“Bisogna con urgenza dare un nuovo calendario a tutto ciò che riguarda le tasse gravanti sulle attività produttive. In tal senso - spiega Tiberio - chiediamo alle amministrazioni comunali di annullare tasse, tributi e utenze, comprese la tassazione locale Tosap, l’Imu, l’imposta di pubblicità, la Tari, e la tassa di soggiorno nei Comuni, fino al termine del 2020. È chiaro che siamo chiamati ad affrontare una fase di contrazione straordinaria che non può lasciare nessuno indifferente". 

Di conseguenza, a conclusione della missiva, Confcommercio auspica che i sindaci mostrino “vicinanza alle categoria rappresentate firmatarie della lettera. Per riaprire le attività di questa provincia - aggiunge Tiberio- è necessaria una strategia complessiva da condividere”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ChietiToday è in caricamento