Emergenza Covid-19 e Tua, l'Ugl: "Nuove disposizioni danneggiano i lavoratori"

Lettera Aperta inviata alla Regione Abruzzo , alla politica e organi di stampa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Siamo di fronte ad una gestione aziendale di Tua sempre più arrivista e finalizzata ad un risanamento economico aziendale sulle spalle dei lavoratori. In una pandemia sanitaria quale il Covid-19, che sta causando morte e dolore in tutto il mondo, si è toccato l’apice dello sdegno umano e del menefreghismo. Questo triste contesto viene sfruttato dall’azienda per risparmiare e risanare il bilancio aziendale, come se il virus fosse stato una manna dal cielo per tutte le difficoltà economiche in cui versa TUA. Cassa integrazione e Fondo Bilaterale con tre settimane a testa (per alcune qualifiche professionali anche oltre le tre settimane), senza dimenticare le minacce da parte del presidente attraverso gli organi di stampa, dove addirittura ha messo in discussione i certificati di malattia e le professionalità mediche (come se i certificati venissero regalati anche a fronte di un lavoratore che sta bene).

Noi non siamo assolutamente di questo avviso e prendiamo le distanze da simili affermazioni. Per di più l’azienda sta facendo usufruire la cassa integrazione anche a coloro che hanno ferie residue accumulate negli anni, che vanno da 60 ad anche oltre 100 gg. Al posto delle ferie, l’azienda preferisce far fare la cassa integrazione, nonostante sia consapevole che le ferie, specialmente se fanno riferimento ad anni precedenti, sono un costo aziendale non indifferente e che influiscono negativamente sul bilancio aziendale. Nel frattempo accade che con la riduzione delle corse e tenuto anche conto che gli autobus per la distanza sociale possono caricare a bordo circa 12 persone, molta utenza alle fermate resta a piedi. Suggeriamo di fare una legge regionale dove, oltre obbligare l’utenza a indossare le mascherine per poter salire a bordo dei pullman, anche invitare l’azienda a mettere personale di controllo per l’incarrozzamento a bordo in salita e discesa, con contestuale conteggio delle persone. In questo modo si evita la cassa integrazione ai verificatori, si riqualificano gli inidonei e si potrebbe impegnare diversamente il personale che oggi potrebbe risultare in eccedenza causa emergenza Coranavirus. Con il controllo alla salita si garantirebbe anche l’incasso dei titoli di viaggio in quanto chi sprovvisto resterebbe a terra. Inoltre si andrebbe finalmente ad affrontare quell’evasione tariffaria, che oggi va oltre il 70%, e che l’azienda ha sempre sottovalutato e mai preso in considerazione, quando invece adesso avrebbe fatto molto comodo alle casse societarie, magari anche limitando al minimo la cassa integrazione per i dipendenti. Tenuto conto che Tuasta prendendo il contributo chilometrico quadrimestrale erogato per intero da parte della Regione, tenuto conto che Tua sta risparmiando oltretutto i costi di manutenzione, gasolio, assicurazione (momentaneamente sospesa per la gran parte dei mezzi non circolanti), ecc., sarebbe il caso di far usufruire ai cittadini un servizio pubblico migliore e più qualitativo, che poi non sarebbe altro che la miglior pubblicità aziendale e senza costi aggiuntivi.

A questo punto non possiamo non segnalare cosa l’azienda si è inventata per penalizzare ancor di più i lavoratori del settore impiegatizio, sfruttando nuovamente il Covid-19 e per garantirsi un’efficienza lavorativa peggiore o, nella migliore delle ipotesi, vicino a quella di normale amministrazione (con enorme sacrificio del personale interessato). Per gli impiegati e personale a terra che svolgono attività burocratica, violando oltretutto gli accordi sottoscritti, a partire dal 27 aprile a tutto il 31 maggio ci sarà una riduzione dell’orario settimanale, portandolo da 39 ore a 27 ore e mezza, con turnazione mattutina e pomeridiana dal lunedì al venerdì (su base volontaria anche il sabato) così composta: mattina 8-13:30 pomeriggio 14-19:30 e dalle 13:30 alle 14:00 mezz’ora di pausa che è stata giustificata ad uso della sanificazione degli uffici da parte della ditta di pulizia. Nella migliore delle ipotesi nei distretti ci sono dieci uffici con crescita esponenziale in quelli più grandi, dove ora le ditte di pulizia vincitrici d’appalto non impiegano più di una o due unità, di conseguenza risulta alquanto impossibile adempiere alla sanificazione entro i 30 minuti messi a disposizione dall’azienda. Così si rischia di andare a lavorare presso gli uffici aziendali in condizioni igieniche precarie se non nulle, costantemente minacciati dal poter contrarre il virus. Oggi questa azienda fa soltanto propaganda ma la cruda realtà è che le mascherine, nr. 5 cadauno modello ospedaliero monouso, sono state consegnate con oltre un mese di ritardo, di guanti nemmeno l’ombra e di detergenti a soluzione alcolica e gel disinfettanti se ne vedono pochissimi.

Questo sia negli uffici che soprattutto nel personale viaggiante gomma/ferro, dove si vedono costretti a lavorare in condizioni igieniche non propriamente a norma dei decreti cura Italia e che spesso e volentieri sono costretti a prestare servizio con mezzi di dubbia sanificazione e senza dispositivi di protezione individuale (spesso acquistati di tasca propria). Purtroppo ci troviamo davanti ad un presidente e un direttore generale che hanno preso una posizione unilaterale fin dal loro insediamento, agendo d’impulso e senza ascoltare minimamente la base lavorativa nemmeno tramite i sindacati, quella base che invece è giornalmente in trincea, che conosce realmente le problematiche dei trasporti e che meriterebbe una maggiora considerazione. L’Ugl, che è stato sempre un sindacato propositivo verso la soluzione dei problemi si propone, anche in questa emergenza sanitaria che coinvolge il mondo dei trasporti e del lavoro in generale, ad un confronto costruttivo sia con la politica che con la dirigenza di Tua, esponendo idee concrete e proposte risolutrici al fine di affrontare l’emergenza Covid-19 oggi in atto, nel modo più indolore e con meno sacrifici economici possibili per tutti i lavoratori.

Il segretario regionale  Giuseppe Lupo

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