Giovedì, 17 Giugno 2021
Economia

Vaccini agli anziani e ritardi, le preoccupazioni dello Spi Cgil: "E' una lotta contro il tempo"

Il sindacato dei pensionati sui ritardi in provincia di Chieti e in Abruzzo dove ha aderito alla campagna vaccinale anti Covid poco meno della metà degli ultraottantenni

Il sindacato dei pensionati Cgil della Provincia di Chieti esprime preoccupazione per l’andamento della campagna vaccinale in Abruzzo. In una lettera indirizzata a Regione, Asl, Prefettura, sindaci e arcivescovo, il segretario Alessia Antenucci rinnova l’attenzione  per le persone con fragilità, disabilità ed anziani, una categoria connotata dal maggior rischio di letalità correlato al Covid-19 e che rappresenta una considerevole fetta della popolazione abruzzese. 

“Nel corso di questa settimana – rammenta il sindacato - sul territorio regionale abruzzese è stata avviata la vaccinazione a cui però solo il 45,05% degli ultraottantenni aventi diritto ha aderito alla campagna manifestando il proprio interesse con l’iscrizione alla piattaforma della Regione. In provincia di Chieti le manifestazioni di interesse raccolte sono oltre 14 mila a fronte dei quasi 32 mila assistiti censiti dall’azienda sanitaria: il consenso alla vaccinazione è stato rilasciato se consideriamo solo i Comuni più grandi da 2.012 assistiti a Chieti, 1.292 a Vasto, 1.227 a Lanciano ultraottantenni iscritti”.

Lo Spi Cgil si sofferma quindi sul “notevole ritardo accumulato rispetto alle altre regioni italiane” e sulle “molteplici difficoltà organizzative per l’acquisizione della manifestazione d’interesse al vaccino Covid-19 attraverso il portale della Regione Abruzzo che ha mostrato dei limiti non solo informatici, ma ha messo a nudo un sistema carente di quella necessaria trasparenza che garantisce il diritto di uguaglianza in tema di salute. Oltretutto – si legge ancora nella lettera non è chiaro quale sia il meccanismo di ‘chiamata’ al vaccino dopo aver effettuato la dichiarazione di interesse. Allo stato attuale siamo imbrigliati in un vortice di lentezza e burocrazia che ci vede purtroppo gli ultimi in Italia. Eppure siamo consapevoli che ogni giorno, ora, minuto perso ha una diretta e drammatica conseguenza in termini di vite umane”.

 A tutto questo si aggiunge il peggioramento della situazione epidemiologica delle ultime settimane a causa del diffondersi delle varianti Covid che soprattutto nelle zone (rosse) tra Chieti e Pescara.

Lo Spi Cgil di Chieti, facendosi portavoce di tutti coloro che vivono una situazione di fragilità “chiede con forza a tutte le autorità competenti perché facciano tutto il necessario per portarci fuori dall’emergenza in tempi rapidi e con iter e percorsi trasparenti e uguali per tutti. Ulteriori ritardi non sono più accettabili e bisogna lavorare per recuperare quelli persi. Sono necessari tempi certi, conoscere il programma vaccinale, se sono stati siglati accordi come succede per le altre Regioni con le associazioni di categoria delle Farmacie, se è stato previsto di ampliare gli attuali punti di somministrazione vaccinale, potenziando contestualmente il personale necessario, così come la previsione dei vaccini a domicilio per raggiungere tutta la platea, soprattutto tenendo in considerazione delle caratteristiche variegate della provincia, dalla costa alle Aree Interne. Non si tratta solo di voler uscire rapidamente da questa situazione per tornare alla normalità ma di lottare contro il tempo per salvare la vita dei nostri anziani e delle persone fragili maggiormente esposte. Non possiamo permetterci di perdere ulteriore tempo”.
 

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