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“Legalità, mi piace”, il progetto per combattere abusivismo e contraffazione

Un questionario promosso dalla Confcommercio per monitorare e analizzare i fenomeni criminali che colpiscono l'imprenditoria. Tiberio: "A Chieti si stanno moltiplicando le aperture di fruttivendoli stranieri che espongono merce di dubbia provenienza"

La compilazione di un questionario, in forma anonima, in cui si descrivono i fenomeni criminali che attanagliano il territorio dove insiste la propria attività commerciale con particolare attenzione rivolta all’abusivismo e alla contraffazione. Confcommercio Chieti partecipa al progetto nazionale promosso da Confcommercio, “Legalità, mi piace”, che si concluderà il 27 novembre quando, in tutta Italia, si celebrerà la giornata “Legalità, mi piace”. Per l’occasione Confcommercio Chieti organizzerà un convegno a Vasto.

L’obiettivo del questionario è quello di monitorare e analizzare, nella maniera più corretta, i fenomeni criminali che colpiscono l’imprenditoria contestualizzando i cambiamenti registrati negli ultimi anni nei diversi comprensori. Il progetto è rivolto alle imprese commerciali che lavorano nel commercio, nel turismo, nei servizi e nei trasporti. “Purtroppo l’abusivismo commerciale- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- è diventata una pratica criminosa a tutti gli effetti da debellare per tutelare gli imprenditori corretti e le centinaia di famiglie che vivono di commercio”.

E non mancano gli esempi, secondo l’associazione di categoria. “Nel  capoluogo teatino – prosegue Tiberio - , si stanno moltiplicando le aperture di fruttivendoli stranieri che espongono merce di dubbia provenienza e di dubbia qualità a prezzi stracciati. E’ arrivato il momento di intervenire mettendo in guardia la categoria e chi compra considerando che la legge anticontraffazione, prevede multe salate fino a 6 mila euro per coloro che acquistano prodotti contraffatti. Senza dimenticare come i proventi di questo mercato vadano ad alimentare, ovviamente, il mercato del malaffare.”

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