"La Via Verde completata entro la prossima primavera": l'impegno dell'expo sulla mobilità sostenibile

La Camera di commercio ha invitato a un tavolo di confronto tutti i protagonisti impegnati nella realizzazione del tracciato ciclopedonale

I lavori per la Via Verde, la pista ciclopedonale sulla Costa dei trabocchi, potrebbero essere conclusi entro la prossima primavera. È l'impegno emerso ieri, nel corso del dibattito tenuto al porto turistico Marina di Pescara in occasione di Economob, l'expo del centro sud Italia sulla mobilità sostenibile e l’ecologia ambientale.

Intorno al tavolo convocato dalla Camera di Commercio Chieti Pescara, rappresentata dal presidente Gennaro Strever e dal suo vice Lido Legnini, c’erano Mario Pupillo, presidente della Provincia di Chieti; Mauro Febbo, assessore regionale al turismo; Carlo Ricci, direttore del Gal Costa dei Trabocchi; Alfonso Di Fonzo, presidente Polo Inoltra; Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente.

"L'Italia è il paese più bello del mondo e la Costa dei Trabocchi ne rappresenta un angolo di natura e storia tra i più incantevoli", ha detto Strever in apertura dei lavori. “Ho sentito parlare per la prima volta della pista ciclopedonale da San Salvo a Martinsicuro - ha aggiunto - all’Expo di Hannover: sono passati 20 anni e la pista non è ancora ufficialmente aperta. È importante comprendere quali siano le criticità, per poter lavorare alacremente alla realizzazione della Via Verde e non perdere una occasione così importante per le nostre imprese".

Mario Pupillo ha replicato: "La Via Verde è sicuramente un cantiere in ritardo rispetto ai tempi del bando, ma le criticità riscontrate sono state tante e molte inaspettate. Grazie anche alla collaborazione della Regione, siamo riusciti a risolvere diversi problemi dovuti alla conformità e allo stato in cui versava il territorio. Ora ce la stiamo mettendo tutta per consegnare la pista alla fine della prossima primavera”.

Il vice presidente Legnini ha assicurato "massimo impegno della Camera di commercio" nella crescita del territorio. "Il primo intervento dell’ente - ha detto - è stato realizzato, nel 2013, con uno studio approfondito di marketing a cura del Patto Sangro Aventino. Nel 2017, abbiamo messo a regime alcuni strumenti operativi come il Gal Costa dei Trabocchi, il Flag e il Contratto di Costa, che ci consentono di intervenire velocemente su alcuni settori strategici. A partire dal 2019, poi, abbiamo avviato una sperimentazione della mobilità alternativa lungo la Costa Costa dei Trabocchi Mob, che sta producendo risultati importanti”.

E sul progetto di mobilità alternativa sono entrati nel dettaglio il Gal, il Polo Inoltra e Legambiente. Il progetto ha l’obiettivo di rendere fruibile la Costa dei Trabocchi combinando treno, bici ed autobus. A una prima edizione, di carattere sperimentale, si è aggiunta nel 2020 una infomobilità più articolata e dotata di sistemi fortemente innovativi, come la realizzazione di una piattaforma in grado di indirizzare i passeggeri verso i servizi di trasporto collettivo, l'individuazione di nuovi percorsi ciclabili dalla costa verso l’interno collinare; nuove bike station e green hub, una mappa georeferenziata su google maps dove sono state geo localizzate ben 400 strutture turistiche.

"Questa opera - ha commentato l'assessore regionale Febbo - sta segnando la trasformazione della regione Abruzzo. Stiamo parlando di un progetto che sta riscuotendo un successo forse non prevedibile: abbiamo registrato ben 65 milioni di contatti di persone che, grazie alla ricerca di informazioni sulla Costa dei Trabocchi, hanno finalmente conosciuto l’Abruzzo. Ora dobbiamo essere bravi a completare la pista e a confrontarci tra enti ed istituzioni anche sul tema della manutenzione.” 

I lavori si sono conclusi con la presentazione, a cura del regista Daniele Di Domenico, del film documentario “I Giganti del Mare”, promosso dalla Camera di commercio e pensato per il mercato televisivo italiano e internazionale alla scoperta dei trabocchi e dei traboccanti, artigiani, pescatori e "funamboli" che, ancora oggi, sono in grado di costruire e di utilizzare le immaginifiche macchine da pesca. Un viaggio a bordo di una barca a vela, da Giulianova a Vieste, dall’Abruzzo al Gargano, passando per il Molise, per 130 miglia nautiche.

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