Domenica, 19 Settembre 2021
Economia Chieti Scalo / Piazza Carafa Paolo IV

Ritardi nei lavori e cantiere abbandonato: risolto il contratto per il nuovo asilo nido di piazza Carafa

Ora gli uffici devono scorrere la graduatoria e individuare l'impresa che può terminare l'intervento di riqualificazione

L'assessore ai Lavori pubblici Rispoli

Stop ufficiale per il cantiere di piazza Carafa, fermo dallo scorso aprile: il Comune ha risolto il contratto con la ditta assegnataria dell'intervento di riqualificazione. Ora, gli uffici si occuperanno di contattare le imprese classificate in graduatoria dal secondo posto in poi. 

Un atto ufficializzato pochi giorni fa dal settore Lavori pubblici, che da tempo cercava di risolvere con diffide lo stallo dei lavori affidati nel 2016 alla Scarafoni srl di Giulianova (Teramo), a cui è poi subentrata la la ditta Lx srl di Milano.

Il contratto è stato stipulato a gennaio 2018, ma due anni dopo gli uffici hanno contestato che i lavori "non avanzavano secondo il cronoprogramma, procedendo casualmente e senza aver completato le lavorazioni indispensabili per l’integrità del manufatto".

A marzo 2020 la ditta lombarda comunica di essere l'interlocutore a cui il Comune deve rivolgersi e dopo appena sei mesi i lavori vengono fermati "per pericolo grave e imminente" fino alla messa in sicurezza del cantiere. Si riparte il 16 novembre 2020, ma prima, nel mese di agosto, all'impresa viene nuovamente contestato il ritardo, sollecitandola a "incrementare i ritmi lavorativi e aumentare il numero delle maestranze". Non solo perché non si sta rispettando il cronoprogramma, ma anche perché il ritardo potrebbe compromettere l'arrivo del finanziamento regionale per la costruzione del nuovo asilo nido, struttura quanto mai necessaria, considerato che a Chieti ce n'è solo un altro comunale. 

A gennaio 2021, la ditta Lx srl si impegna a riconsegnare la palazzina A, dove dovrebbe sorgere l’asilo, entro il mese di maggio, e la palazzina B entro la metà di novembre. Nel frattempo, però, l’impresa ha già maturato consistenti penali per il ritardo.

A quel punto, scatta la risoluzione del contratto, anche per una serie di richieste degli uffici comunali rimaste inevase. Il direttore dei lavori sottolinea nelle sue relazioni "la grave negligenza dell’impresa", dovuta al "non rispetto del cronoprogramma e al fatto che ha perseverato nell’esecuzione di lavorazioni in ordine casuale, con conseguente scarsa qualità dell’opera e deperimento dei lavori già eseguiti".

"Abbiamo agito - spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Stefano Rispoli - perché da tempo cercavamo di risolvere bonariamente la situazione del cantiere, ma non è stato possibile perché le condizioni non erano favorevoli per l’ente. Un'opera pubblica non può rimanere giacente - aggiunge - perché si configurerebbe un immorale spreco di risorse che appartengono ai cittadini. Dunque, abbiamo deciso di risolvere i rapporti e andare oltre".

"Ora - continua l'assessore - dobbiamo lavorare per superare i ritardi accumulati insieme al rallentamento anche della riconsegna alla città del nido sottostante, cosa che, vista l'esistenza di un unico nido pubblico, rende ancora più oneroso il carico. Esperita la risoluzione, gli uffici scorreranno le graduatorie dell'appalto e, con l'accettazione da parte di un altro soggetto che ha partecipato alla gara, gli interventi non solo potranno riprendere, ma potranno essere portati a termine e la piazza riqualificata".

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