Venerdì, 19 Luglio 2024
Economia Atessa

"Due lavoratrici licenziate dopo un alterco, non è stata rispettata la procedura per le contestazioni": scatta lo sciopero della Fiom alla Ma2 di Atessa

Secondo quanto denunciato dal segretario provinciale De Lutis, le due protagoniste della lite sarebbero state convocate in direzione e invitate a rilasciare e firmare delle dichiarazioni "senza nessuna assistenza sindacale e a mente annebbiata"

Sciopero di 8 ore su tutti i turni, martedì 25 giugno, alla Ma2 di Atessa, ex Ingegneria Italia, una delle principali dell'indotto della ex Sevel. La protesta è indetta dalla Fiom Chieti, a seguito del licenziamento di due lavoratrici di uno dei due stabilimenti di Atessa. 

Secondo quanto denunciato dal segretario provinciale della Fiom,  Andrea De Lutis, lo scorso 13 giugno le due avrebbero avuto un alterco, come lo ha definito la stessa azienda. "Purtroppo - spiega il sindacalista - questa volta, per questa probabile discussione fra lavoratrici, la punizione è stata troppo, molto dura, il licenziamento. Prima di erogare una sanzione del genere - chiede De Lutis - si è riflettuto su quanto questa possa pesare sulla vita delle persone interessate? Sorge spontanea una domanda, in azienda ognuno può fare quello che vuole? Certo che no, per questo esistono le regole. Le regole vanno rispettate. Le devono rispettare i lavoratori, le dovrebbero rispettare anche le aziende, si, perché esistono anche per loro. Cosa dicono le norme e il contratto collettivo nazionale sulle sanzioni disciplinari? Devono essere proporzionate ai fatti accaduti. Nel caso di 'alterco' (cit. aziendale) che punizione prevede il contratto nazionale? Non il licenziamento. Come si orienta solitamente la giurisprudenza anche in casi ben più gravi? Non verso il licenziamento". 

Come ricostruisce il segretario della Fiom Chieti, il contratto collettivo nazionale e la legge 300, in caso di contestazioni disciplinari, prevedono la contestazione, le giustificazioni del lavoratori e, nel caso in cui l'azienda ritenga di non accettarle, scatta la sanzione. 

"Ma in questa vicenda - lamenta De Lutis - la procedura è stata un'altra: dopo la presunta discussione, istantaneamente le lavoratrici sono state convocate in direzione aziendale, in tutto questo senza nessuna assistenza sindacale e a mente annebbiata. Le lavoratrici si sono trovate davanti un foglio bianco e una penna e sono state invitate a rilasciare e firmare delle dichiarazioni 'spontanee', e qui l’azienda probabilmente è diventata giudice prima che le lavoratrici potessero dare le vere controdeduzioni con l’assistenza del sindacato", è la denuncia pubblica del sindacalista, che incalza: "In pochissimi minuti sono avvenuti i fatti, l’azienda ha fatto scrivere e firmare le dichiarazioni, ha emesso le contestazioni, le lavoratrici sono state sospese dal lavoro e mandate a casa. In fase di controdeduzioni, il 18 giugno, abbiamo anche lamentato che i fatti reali fossero ben diversi da quelli riportati, fornendo anche prove e nomi di persone a conoscenza dei fatti, ma ci risulta che non siano mai stati ascoltati. Ieri abbiamo inviato all’azienda l’invito a tornare sui propri passi, ha questa facoltà per alcuni giorni ed è l’unica cosa giusta che la Ma2 possa fare".

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