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I lavoratori della sanità privata: "Siamo una risorsa da rispettare e non un numero per fare profitto"

Rivendicano l’applicazione del contratto nazionale in una lettera diffusa alla stampa per tenere alta l'attenzione sul problema e sollecitare le istituzioni

Nuovo grido d’allarme dei lavoratori della sanità privata che non ancora hanno notizie certe sull’applicazione contrattuale.

“Oggi ci troviamo in una doppia contingenza emergenziale, sanitaria e politica, ma non possiamo non alzare la testa e rivendicare un diritto sacrosanto cioè l’applicazione del contratto nazionale” scrivono in una lettera congiunta inviata alla stampa.

Che prosegue: “Durante i momenti  critici dell'emergenza sanitaria anche i lavoratori della sanità privata venivano chiamati eroi e si sono trovati sempre in prima linea a fare il proprio dovere,ma purtroppo si accorgono che il trattamento e il rispetto della loro dignità viene puntualmente calpestato. Infatti da 14 anni che attendevano il rinnovo di un contratto per il quale è stata firmata prima (luglio 2020) una preintesa che ha visto slittare la firma conclusiva ad ottobre 2020, si trovano ancora oggi, e siamo arrivati a febbraio 2021, ad attendere la sua piena applicazione dopo averla più volte sollecitata. Un inqualificabile scaribarile tra la Regione Abruzzo e imprenditori della sanità privata, con le organizzazioni sindacali che non riescono a far si che questa vicenda, a dir poco, paradossale venga risolta”.

I lavoratori non ci stanno "a questa delegittimazione che dura ormai da 15 anni" e ritengono che "dopo aver contratto, in tanti casi sfortunatamente ancheil Covid, altro dovrebbe essere l’atteggiamento nei nostri confronti. Siamo una risorsa da rispettare – concludono - e non un numero per fare profitto”.


 

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