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Internet a banda larga, in Abruzzo più del 90% della popolazione non ha accesso

Lee difficoltà delle aree bianche della regione e gli impatti su produzione industriale, popolazione e posti di lavoro

Da una ricerca commissionata da EOLO all’Università di Padova-CMR emerge che in Abruzzo 273 comuni sui 305 totali si trovano in aree bianche, ovvero dove più del 90% della popolazione non ha accesso a Internet a Banda Ultra Larga. In queste aree le piccole unità produttive del settore industriale sono calate del -6,4% e gli addetti impiegati diminuiti del -7,3%. Infine, qui anche il Made in Italy tradizionale (moda, arredamento e cibo) soffre particolarmente, registrando un calo del -14,0% degli occupati.

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“Il fenomeno del digital speed divide colpisce tutto il nostro paese, ed è un problema particolarmente forte anche in Abruzzo. Per supportare la crescita del territorio, è necessario riuscire ad uniformare l’accesso ad internet veloce, portando la banda ultra larga anche nelle aree bianche.” commenta Luca Spada, Presidente e Fondatore di EOLO, “Le PMI, in primo luogo quelle della filiera del Made in Italy, soffrono perché non possono beneficiare appieno dei vantaggi delle piattaforme e dei servizi ad alto grado di innovazione. Tutto il settore del turismo in Italia, che nelle aree bianche conta il 28% delle strutture e il 25% dei posti letto, ha la necessità di poter sfruttare appieno le opportunità offerte da internet, sia per la gestione e promozione dell’attività, sia per offrire commodity oggi indispensabili ai clienti”.

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