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Infortuni in agricoltura, Coldiretti Chieti incontra Paolucci

L'incontro promosso da Coldiretti Chieti sui “Requisiti di sicurezza delle macchine agricole”, nell’auditorium comunale di Tollo alla presenza del presidente di Coldiretti Chieti Sandro Polidoro

Come aumentare il livello di sicurezza delle aziende agricole? Come prevenire gli infortuni nei campi? Ma soprattutto, come potenziare il livello di sicurezza, snellendo gli adempimenti burocratici in modo da non appesantire ulteriormente le imprese? Sono le domande emerse ieri sera nell’affollato incontro promosso da Coldiretti Chieti sui “Requisiti di sicurezza delle macchine agricole”, che si è svolto nell’auditorium comunale di Tollo alla presenza del presidente di Coldiretti Chieti Sandro Polidoro, del direttore Gabriel Battistelli e dell’assessore regionale alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci.

Un incontro da cui sono emerse la necessità di una normativa specifica che tenga conto delle peculiarità di un settore già ingolfato dalla burocrazia e l’esigenza di contributi mirati che riescano a supportare le imprese nell’importante processo di adeguamento delle macchine e prevenzione degli infortuni per i quali, purtroppo, l’agricoltura si distingue sia a livello nazionale che regionale. Basta pensare che, in Abruzzo, nel 2013 (ultimi dati ufficiali), sono stati denunciati 1.839 infortuni in agricoltura e che la provincia con il più alto numero di vittime è Chieti (824) seguita da Teramo (418), Pescara (307) e L’Aquila (290).

"Mai come oggi è fondamentale parlare di sicurezza in agricoltura – ha evidenziato il presidente di Coldiretti Chieti Sandro Polidoro – il settore primario resta uno dei settori con il più alto numero di infortuni ma si assiste, fortunatamente, ad un cambiamento culturale e ad una maggiore attenzione verso la prevenzione. La Coldiretti affianca questa importante presa di coscienza e, attraverso questi incontri territoriali, vuole accompagnare le imprese in un percorso di ammodernamento e messa in sicurezza”.

Premessa da cui sono scaturiti gli interventi tecnici di Domenico Cocomazzi, responsabile regionale ASL di Chieti, di Vincenzo Liberati, ispettore ASL di Chieti, che ha sviscerato la normativa vigente. “È necessaria, vista la complessità del settore agricolo, una normativa specifica che tenga conto delle diverse problematiche e riesca ad aumentare il livello di sicurezza delle aziende per costituire un modello organizzativo efficace”, ha affermato Luca Di Giandomenico dell’ufficio tecnico di Coldiretti Abruzzo, sottolineando l’aumento delle sensibilità degli imprenditori agricoli verso la sicurezza, mentre Fabio Di Pietro dell’ufficio programmazione fondi strutturali ha illustrato le principali novità contenute nella politica comunitaria disviluppo rurale 2014-2020. In proposito, il direttore Battistelli ha sottolineato l’importanza della “complementarietà dei fondi nazionali e comunitari per agevolare da una parte la messa a norma delle macchine agricole e dall’altra, con particolare riferimento al piano di sviluppo rurale, gli investimenti per nuovi macchinari, attrezzature e infrastrutture agricole particolarmente innovative dotate di tutti i requisiti per garantire un elevato standard di sicurezza del lavoro”. “Coldiretti – ha rimarcato Battistelli – dedicherà particolare attenzione alle misure del nuovo Psr finalizzate sia alla formazione continua degli operatori agricoli sul tema della sicurezza sia alla consulenza aziendale sullo stesso tema. Occorre ridisegnare nuovi comportamenti da parte di tutti, imprese e controllori, verso una semplificazione che permetta alle imprese di mettersi in regola con le norme vigenti e di rendere efficaci le misure sulla sicurezza". In conclusione, l’assessore Paolucci ha ribadito l’attenzione della Regione alle problematiche del settore rimarcando come incontri di questo genere rappresentino occasioni che mettono  la sanità nelle condizioni di dialogare con l'agricoltura e, nell’occasione, ha annunciato che sarà presto possibile aprire un tavolo di confronto per dare strumentazioni possibili per aver la minor incidenza di infortuni, con il compito di ponderare gli strumenti a disposizione e, leggendo gli elementi di contesto, verificare se rispetto al quadro normativo si possano derogare alcune norme per tipologie particolari di colture quali possono essere i vigneti a tendone. Infine, l'impegno di vedere se nei capitoli di spesa sulla prevenzione ci siano forme di incentivazione alle imprese che possano integrare i bandi dell'INAIL.

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