Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia Lanciano

Le industrie della provincia di Chieti sono in crisi: i dati della Fiom

Le ore di cassa integrazione utilizzate nel 2011 hanno superato quota 5 milioni, con aumento della cassa in deroga. Il segretario provinciale Davide Labbrozzi elenca i numeri della crisi, prevedendo un 2012 ancora più pesante

Si fa sempre più critica la situazione delle industrie in provincia di Chieti. Un dato su tutti: l'aumento delle ore di cassa integrazione che, solo nel 2011, sono state più di 5 milioni, rispettivamente 2.041.462 ore di Cassa Integrazione Ordinaria,  2.110.948 di Cassa Integrazione Straordinaria e 1.7000.000 di Cassa in Deroga (Industria ed Artigianato).

I dati sono resi noti dalla Fiom Cgil Chieti. "A preoccupare particolarmente - dice il segretario provinciale Davide Labbrozzi - è la diminuzione della Cassa Ordinaria e l'aumento della Cassa in Deroga, dato che dimostra l'avanzamento o per meglio dire, la progressione verso le tappe successive nella gestione della crisi (si esauriscono le risorse presenti in un contenitore e si passa a quelle successive). È evidente un logoramento drammatico del sistema".

La Fiom, che non ha motivo per non pensare che il 2012 sarà ancora più drammatico per le inDustrie, propone alle Istituzioni l'apertura di un tavolo di crisi.

"Il 30% dell'utilizzo degli ammortizzatori in Abruzzo - continua Labbrozzi - è riconducibile alla provincia di Chieti con una ripartizione del carico che rappresenta una condizione esplosiva in tutta la Regione. Oggi le aziende possono scegliere tra diverse opzioni: licenziare, chiudere, approfittare della crisi per scippare i diritti di chi lavora, vedi la Fiat, oppure provare a discutere con il tavolo sindacale per un sano utilizzo delle poche risorse rimaste a disposizione. L'impressione che si ha - conclude il segretario - è che alla politica partitica ed Istituzionale non interessi quello che potrebbe accadere ma è bene ricordare che la Società comincia a soffrire oltre il limite di guardia e, come avviene quando un fiume supera gli argini, il rischio che la stessa straripi è sempre più vicino".

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