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Imprenditoria femminile: in provincia di Chieti rappresenta il 28,6%

E' la terza provincia italiana per tasso di femminilizzazione dei sistemi imprenditoriali locali: i dati diffusi dalla Camera di commercio

In provincia di Chieti l'imprenditoria femminile rappresenta il 28,6% del totale: la nostra è la terza provincia italiana per tasso di femminilizzazione dei sistemi imprenditoriali locali dopo Benevento e Avellino (dati 2020). A riferirlo è uno studio, presentato dalla Camera di commercio Chieti-Pescara e condotto con l’istituto Tagliacarne, in occasione dell’8 marzo, per far luce sull’andamento dell’imprenditoria femminile a seguito della pandemia Covid 19.

I comparti a maggior 'vocazione' femminile sono quelli relativi a centri estetici e parrucchieri, seguono lavaderie, commercio al dettaglio di fiori e piante e confezioni.

Le imprese femminili hanno, a distanza di sei anni, meno probabilità di sopravvivenza rispetto a quelle maschili perché si trovano ad affrontare più difficoltà delle altre, assistono ad un fenomeno di de-natalità più accentuato e segnano un decremento del numero di iscrizioni dello 0,9% rispetto al 2019. Il loro andamento lascia, però, intravedere dei dati positivi: le imprese rosa stanno infatti strutturandosi in forme più stabili e dimostrano una maggiore attenzione ai temi rilevanti per il Next Generation Eu come il green e la valorizzazione delle competenze come evideniza lo studio dell'istituto Tagliacarne.

Per il direttore delle ricerche del centro studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, Alessandro Rinaldi,“le imprese “rosa”, già rilevanti su scala nazionale, hanno un peso ancora più incisivo sul tessuto imprenditoriale di questo territorio (26,4%, contro il 22,0% Italia), ma hanno anche accusato in misura più accentuata gli effetti della crisi pandemica, perdendo nel 2020 ben un quarto delle iscrizioni d’impresa verificate a Chieti e Pescara nel 2019 (-25,1% contro -21,0%)”.

"La Camera di commercio Chieti Pescara svolge, attraverso il proprio Comitato per l’imprenditoria femminile, oggi rappresentato dalla presidente Luciana Ferrone, un ruolo fondamentale per il potenziamento del numero di donne nei settori ad alto impatto tecnologico e per un rafforzamento strutturale ed organizzativo delle imprese femminili – ha commentato il presidente Strever - consapevoli delle difficoltà ormai endemiche del sistema, con la Giunta camerale abbiamo deciso, per questo 2021, di incrementare le risorse destinate al Comitato, affinché in coerenza con il programma camerale, abbia gli strumenti per mettere a frutto un programma di iniziative concrete ed efficaci”.

A testimoniare il saper fare femminile ieri c'erano Melania Chiappini (in foto) della categoria “impresa in Rosa: che storia!”, con la sua storia “Da ragioniera a mastro birraio in un chilometro zero” e, per la categoria “impresa in Rosa: che idea!”, “Una passione cucita addosso” di Cinzia Perinetti ed Eleonora Guidotti (in foto) e “Wilma made in Italy” di Marta Di Zio (a distanza). 

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