Impianto Casalincontrada, è scontro sulla valutazione di impatto ambientale

Per la Tea il progetto è sicuro ed è necessario accelerare l'iter approvativo per tutelare 40 lavoratori ex Burgo. Il Wwf invece invita a non evitare la VIA, quale strumento di garanzia per il territorio

Striscioni di protesta contro l'impianto a Brecciarola

I soci della Tea Recupero Imballaggi, che si occuperà della gestione dell’impianto per il trattamento dei rifiuti progettato da Edilizia Colonnetta a Casalincontrada, hanno deliberato all'unanimità un documento nel quale si chiede alla regione Abruzzo un intervento in tempi brevi per il rilascio della non assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale. L'obiettivo della cooperativa, costituita in gran parte da lavoratori ex Burgo in cassa integrazione che verrebbero impiegati nell'impianto, è di consentire la rapida prosecuzione dell’iter autorizzativo dello stesso.

Il Wwf e il Comitato Ambiente Valpescara, sin dal principio critici nei confronti della costruzione del colosso, che dovrebbe sorgere in località Brecciarola di Casalincontrada, pur esprimendo piena solidarietà ai lavoratori ex Burgo, invitano a riflettere sulla VIA. (Valutazione di Impatto Ambientale) quale strumento di garanzia del progetto, che non può essere assolutamente evitato.

"Non è accettabile - dice Nicoletta Di Francesco, presidente Wwf Chieti - che le pur gravi questioni occupazionali possano avere un peso per evitare l’assoggettabilità a VIA del progetto di Edilizia Colonnetta previsto in località Brecciarola. Questa infatti, in tutta la Comunità Europea è una procedura amministrativa di supporto per l'autorità decisionale finalizzata a individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali prodotti dell'attuazione di un determinato progetto". "L’obiettivo - spiega Di Francesco - è cercare di individuare quali modifiche di stato ambientale, positive o negative, possono produrre le azioni e le pressioni antropiche. Ha come obiettivo importante anche quello di favorire la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali sull'approvazione dei progetti. Una procedura insomma che, se ben fatta, dà garanzie a tutti, lavoratori compresi".

Ma i lavoratori dell'ex Cartiera Burgo, che hanno deciso di investire i proventi della loro mobilità nel capitale sociale della stessa Cooperativa Tea, impegnandosi a versare la quota prevista pari a 25 mila euro, dal 4 dicembre prossimo rischiano di perdere i benefici previsti dalla cassa integrazione. "Fino ad oggi - scrivono - noi lavoratori abbiamo atteso in silenziosa speranza, pur di fronte alla rumorose manifestazioni da parte di persone che, pur di affermare la loro contrarietà al progetto e il loro 'no a prescindere', continuano a fare disinformazione mettendo a rischio le nuove opportunità di lavoro per 70 famiglie in difficoltà". 

"Noi soci - continuano - siamo convinti che con questo impianto possiamo contribuire a costruire in Abruzzo un sistema industriale in liena con le più moderne tecnologie, che favorisca il riuso e il recupero di materia, rendendo davvero residuale l'uso delle discariche. L'impianto è dotato di alta tecnologia e di ogni sistema di sicurezza, e non presenta alcun rischio per i lavoratori, per i cittadini della zona e per l'ambiente".

Il Wwf e il Comitato Valpescara, pur augurando ai lavoratori ex Burgo di arrivare presto a una soluzione ai loro problemi occupazionali "per porre fine allo strazio al quale sono da anni costretti come conseguenza diretta di scelte a dir poco discutibili assunte da imprenditori e politici" ritengono  gli stessi, "al pari dell’intera collettività cittadina, vittime di quelle decisioni".

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"Non è questa la sede per illustrare ulteriormente le ragioni per le quali in tanti hanno espresso la loro contrarietà - prosegue Nicoletta Di Francesco - è importante invece che il progetto venga attentamente esaminato, nei documenti presentati da chi lo propone e in quelli dei suoi oppositori, con particolare attenzione alla sua localizzazione, questione di vitale importanza per qualsiasi impresa si voglia collocare sul territorio, ad di là dell’eventuale inquinamento prodotto direttamente o indirettamente".

Wwf e Comitato Ambiente Valpescara lo ribadiscono: evitare la Valutazione di Impatto Ambientale, che è di garanzia per tutti, sarebbe un errore del quale il territorio potrebbe pagare le spese per decenni, e avvertono: le scorciatoie in questi casi arrecano solo danni.

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