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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Economia

Impianto Casalincontrada, la società si difende: "Informazioni errate"

La posizione di Edilizia Colonnetta sull’impianto di recupero imballaggi in progetto a Casalincontrada

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

In qualità di soggetto promotore della costruzione dell’impianto per il recupero imballaggi da realizzare in località Fosso Taverna di Casalicontrada, Edilizia Colonnetta replica alle prese di posizione apparse sugli organi di informazione da parte del WWF e del Sindaco di Casalincontrada.

Come si ricorderà, in data 20 novembre 2013 il progetto ha superato la Verifica di Assoggettabilità Ambientale ai sensi del Dlgs. n. 152/2006 presso il Comitato di coordinamento regionale per la valutazione di impatto ambientale della Regione Abruzzo, che ha escluso la necessità di sottoporre il progetto stesso alla più complessa procedura Via.

Il Comitato, nel dare parere favorevole alla costruzione dell’impianto, ha tenuto ovviamente conto, confrontandole, delle osservazioni presentate da cittadini e da istituzioni locali – sia attraverso un’attenta analisi documentale sia attraverso le audizioni dei proponenti e degli opponenti – mettendo la parola fine ai continui e spesso strumentali atti di disinformazione di quanti si sono opposti a un progetto che è considerato, nell’attuale versione autorizzata, poco impattante e assolutamente privo di rischi diretti e indiretti per l’ambiente e per la salute dei cittadini.

L’impianto infatti nascerà in un’area che non è sottoposta a vincolo paesaggistico – come erroneamente affermato – ma destinata a insediamenti artigianali-industriali. A sostegno dell’opera sono stati effettuati e presentati studi e analisi che hanno escluso, al contrario di quanto è stato invece affermato – “la produzione di polveri sottili, odori molesti e aumento sensibile di volume di traffico”. Nelle carte della valutazione da parte del Comitato Via, il Sindaco di Casalincontrada potrà trovare ogni chiarimento ai propri dubbi e di tranquillizzare la popolazione.

Come è noto, contro il parere del Comitato Via, sono stati presentati due ricorsi al TAR, la cui decisione è attesa probabilmente per la fine di luglio. É dunque sorprendente come il WWF di Chieti, pur non presentando nessun ricorso, abbia scelto “tempestivamente” di tornare a prendere una posizione contraria alla costruzione dell’impianto.

Lungi dal pensare che voglia essere un tentativo di influenzare le decisioni del TAR, resta comunque curioso come il WWF di Chieti intenda evidentemente seguire un principio differente rispetto alle posizioni nazionali della stessa associazione ambientalista che da anni ribadisce ed educa sulla necessità di aumentare la quota di differenziata per il riciclo e il riuso dei materiali, nel rispetto secondo la Direttiva europea 2008/98 recepita dall’Italia nel Dgls 205/2010 che impone il raggiungimento di rigidi obiettivi da adottare entro il 2020 (*).

L’impianto di Casalincontrada, come è noto, si occuperà del recupero e della valorizzazione di materiali non pericolosi provenienti dalla raccolta differenziata – vetro, plastica, carta, cartone, ferro, alluminio, legno – attraverso operazioni meccaniche per la selezione, la separazione e l’adeguamento volumetrico degli stessi, che saranno divisi in “materia prima secondaria” (destinata cioè a rientrare nei processi produttivi e a diventare nuovamente prodotto), in materiali destinati a impianti di recupero energetico e in scarti non recuperabili. Questo dunque significa non solo sottrarre alle discariche di rifiuti materiale ingombrante evitandone una loro rapida saturazione e chiusura, ma soprattutto provvedere al loro recupero e riutilizzo nel rispetto dell’ambiente.  

A chi interessa che questo in Abruzzo non avvenga?

(*) Secondo un recente studio della Commissione Ambiente Ue, una piena attuazione della legislazione sui rifiuti consentirebbe di risparmiare 72 miliardi di euro l'anno, incrementando di 42 miliardi di euro il fatturato annuo del settore che gestisce i rifiuti e del settore del riciclaggio e creando oltre 400mila posti di lavoro entro il 2020 (fonte: greenreport.it).

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