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Economia

Human smart cities: Chieti ancora lontana dall'essere una città sostenibile e digitalizzata

Ultima fra le 4 abruzzesi, mentre la nostra regione si colloca al quattordicesimo posto della classifica nazionale. Tuttavia si registra un miglioramento rispetto agli anni scorsi

Sostenibile, digitalizzata e inclusiva, con le persone al centro: è questa la città del futuro, disegnata a “misura di persona”, la cosiddetta Human smart city al centro della sesta edizione dello Smart City Index di EY. La classifica annuale è stata stilata integrando indicatori legati ai comportamenti ecologici, alle competenze digitali dei cittadini e all’inclusione sociale

In questo quadro, l’Abruzzo si colloca al quattordicesimo posto della classifica regionale delle “human smart cities”. Chieti è all’85esimo posto, ultima in Abruzzo, dove troviamo Pescara al 43esimo posto, L’Aquila al 73esimo e Teramo al 75esimo. Tuttavia, si registra un miglioramento rispetto alle posizioni degli anni scorsi). L’Abruzzo appare più forte per i comportamenti dei cittadini (12esimo posto) piuttosto che per readiness delle amministrazioni (14esimo posto) e si colloca più avanti nel processo di transizione ecologica (11esimo posto) e di inclusione sociale (12esimo), mentre mostra punti di debolezza nel percorso legato alla transizione digitale (dove si colloca al 14esimo posto).


In Italia sono Milano, Bologna e Torino le città più vicine al modello della Human Smart City.

“La domanda di città ‘a misura di persona’ – commenta Andrea D’Acunto di EY Italia -  sta emergendo in maniera molto forte e anche le aziende si trovano a dover comprendere e gestire l’impatto dei nuovi trend urbani sui loro dipendenti: lo smart working, una nuova visione del lavoro e dei valori a esso legato sono la parte più evidente, ma la maggiore attenzione all’ambiente, il desiderio di spostamenti più sostenibili e un miglior bilanciamento tra lavoro e vita privata sono trend irreversibili. Le città che saranno più capaci e più veloci nel riprogettarsi e nel riqualificare gli spazi residenziali e di lavoro diventeranno più attrattive. La Human Smart City è la città che (ri)progetta infrastrutture e servizi coniugando centralità della persona, innovazione tecnologica e sostenibilità e rappresenta un’opportunità sia per le aziende sia per le amministrazioni locali di attrarre lavoratori e cittadini”. 

“Oggi il modello della metropoli ipertecnologica- aggiunge Marco Mena, senior advisor di EY e responsabile dello Human Smart City Index - perde di slancio, a favore del modello più “umano” delle città medie e piccole, dove le relazioni sociali sono più strette e i comportamenti sostenibili più facili. Tali città, secondo questa nuova visione, recuperano significativamente il gap rispetto alle città più grandi, anche se non riescono ancora a raggiungerle”.
 

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