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Honeywell: la fabbrica chiude ma raggiunto l'accordo per i lavoratori

Licenziamenti scongiurati ad Atessa. L'accordo al ministero dello Sviluppo economico: incentivo per i lavoratori e disponibilità dello stabilimento per favorire la reindustrializzazione

Dopo una lotta durata mesi arriva finalmente un raggio di sole per i lavoratori della Honeywell di Atessa. Ieri sera al ministero dello Sviluppo economico è stato raggiunto un accordo di massima per la fabbrica per salvare i 380 lavoratori dello stabilimento in contrada Saletti.

L’impegno sottoscritto dall'azienda è quello di porre i lavoratori in cassa integrazione straordinaria fino al febbraio 2019 e prevedere un sistema di incentivazione per gli stessi e la disponibilità dello stabilimento per favorire la reindustrializzazione. All'incotnro di ieri c'erano i delegati di Fim, Fiom, Uilm, Honeywell, Mise e Regione Abruzzo.

"L'incentivo per quanti andranno via subito - spiegano Gianluca Ficco, segretario Uilm nazionale responsabile settore auto e Nicola Manzi, segretario Uilm Chieti-Pescara - sarà 50.000 euro più 1.000 per ogni anno di anzianità o, a scelta, 22 mensilità; per chi resterà in forza e sarà posto in cassa integrazione, nei prossimi 10 mesi riduzione progressiva di mille euro al mese. Speriamo che la disponibilità a dare a titolo gratuito lo stabile a soggetti che vorranno reindustrializzarlo, occupando almeno il 30% dei lavoratori colpiti dalla decisione di cessare la produzione, costituisca un'opportunità".

"La fabbrica comunque chiude"

La vertenza era nata dalla decisone della multinazionale di delocalizzare la produzione da Atessa in Slovacchia. "Non è semplice mostrarsi entusiasti visto che si parla di chiusura della fabbrica, ma l’intesa raggiunta limita i danni e rilancia il concetto di reinsediamento - dichiara il segretario generale della Fiom Davide Labbrozzi - La Fiom esprime un parere moderatamente positivo per un’intesa che, seppur difficile e sofferta, prevede elementi positivi per i lavoratori e per i possibili processi di reinsediamento. Nei prossimi giorni si terranno le assemblee dei lavoratori che valuteranno il lavoro svolto.  Continueremo a lavorare affinché il lavoro sindacale possa mitigare gli effetti devastanti che la chiusura del sito atessano produrrà".

La reindustrializzazione del sito

"L’accordo siglato a Roma al Mise per la vertenza Honeywell apre nuove prospettive per la reindustrializzazione del sito di Atessa - evidenzia invece Gianni Melilla, deputato Mdp - La messa a disposizione gratuita del sito a possibili investitori può consentire l’avvio di una nuova azienda che potrebbe consentire il riassorbimento di una parte dei lavoratori. La Regione Abruzzo sta svolgendo un ruolo prezioso per individuare le imprese che vogliono investire ad Atessa. Buoni risultati sono il prolungamento degli ammortizzatori sociali per i 400 lavoratori e gli incentivi agli esodi volontari. Naturalmente bisogna pensare anche ai cento lavoratori dell’indotto Honeywell che hanno perso il lavoro.

È comunque inaccettabile che una multinazionale come la Honeywell chiuda una sua fabbrica in Italia e investa in Slovacchia per le stesse produzioni e per di più ricevendo aiuti da quello Stato che l’Unione Europea finanzia, anche con i nostri soldi  Le fabbriche italiane - conclude - vanno difese da questa concorrenza sleale".

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