Fuoriuscita di petrolio da Rospo Mare, le perplessità dei ristoratori

Il presidente dell'associazione B&B, Cacciacarne: "Le prospettive economiche delle attività che rappresentiamo devono poter avere un orizzonte libero da questi impedimenti sulle prospettive future di sviluppare una economia competitiva e di qualità del turismo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Dopo le ultime notizie sul probabile sversamento di petrolio in mare dalla piattaforma posta adiacente al mare di Vasto denominata “Rospo mare”, rispetto anche al minimizzare dell’accaduto da parte degli enti preposti alla salvaguardia della costa e del mare abruzzese, riteniamo di interpretare l’opinione di tutta la totalità degli operatori turistici contrari allo sviluppo di attività petrolifere di fronte alle nostre coste.

Ormai non si può andare più avanti con questa spada di damocle del petrolio nei nostri territori.

Le prospettive economiche delle attività che rappresentiamo devono poter avere un orizzonte libero da questi impedimenti sulle prospettive future di sviluppare una economia competitiva e di qualità del turismo.

Basta, è ora di dire basta e di invitare la classe politica ed amministrativa della Regione Abruzzo, delle province e dei Comuni ad opporsi a questa deriva petrolifera una volta per tutte.

Abbiamo la prospettiva di ritrovarci a breve una piattaforma denominata Ombrina 2 con annesso centro oli in mezzo al mare a vista della costa tra Ortona e San vito, proprio davanti alla così citata Costa dei Trabocchi.

Questo non è possibile se si vuole credere in uno sviluppo del turismo quale vero traino dell’economia dei nostri territori, viste le enormi difficoltà di altri settori produttivi che a fatica reggono la competizione globale.

Molti auspicano lo sviluppo di settori produttivi legati alla qualità ed alla innovazione. Certamente riteniamo che il settore petrolifero in Abruzzo oltre che ad incidere in una infinitesimale parte alle necessità  del fabbisogno nazionale di idrocarburi, non sia assolutamente lo sviluppo di una attività che porti qualità ed innovazione, ma al contrario possa bloccare tante nuove realtà produttive legate invece alle innovazioni ed alle specificità qualitative del nostro territorio.

Ricordo che gli operatori che rappresento hanno inviato “osservazioni” uffciali contro il progetto di realizzazione del suddetto impianto petrolifero denominato Ombrina 2 previsto al largo della costa tra Ortona e San vito e che il loro impegno verso lo sviluppo delle loro attività non potrà mai conciliarsi con lo sviluppo di attività di estrazione di idrocarburi.

Invitiamo tutti gli operatori del settore turistico, dell’enogastronomia, dell’agricoltura, del commercio ad intervenire tutti insieme e prendere posizione contro questi progetti scellerati di estrazione di idrocarburi davanti alle nostre coste e sui  nostri territori.

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