Domenica, 24 Ottobre 2021
Economia

Florovivaismo, in Abruzzo produzione scesa del 10% a causa del Covid

Nel 2020 le imprese del settore hanno registrato un calo consistente del valore della produzione e un maggior numero di cancellazioni rispetto alle iscrizioni nel Registro delle Imprese con un conseguente tasso di sviluppo negativo

Scende la produzione per il settore del florivivaismo in Abruzzo, a causa della crisi generata dal Covid: è quanto emerge dallo studio del Cresa Gran Sasso.

Il rapporto evidenzia un calo della produzione del 10% e del 2,8% del tasso di sviluppo fra iscrizioni e cancellazioni di nuove attività. 

Nel 2020 le imprese del settore hanno registrato un calo consistente del valore della produzione e un maggior numero di cancellazioni rispetto alle iscrizioni nel Registro delle Imprese con un conseguente tasso di sviluppo negativo.

 Il valore della produzione di fiori e piante da vaso secondo le stime dell'Istat ha raggiunto nel 2020 in Abruzzo i 7,6 milioni di euro (a valori concatenati con anno di riferimento 2015). Questo risultato pone la regione al 13esimo posto nella relativa graduatoria italiana nella quale primeggia la Liguria con 315 milioni di euro (30% del totale nazionale).

La pandemia da Covid-19 ha avuto pesanti ripercussioni sul settore considerando che, a causa dei periodi di lockdown e delle limitazioni a feste ed eventi, nel corso del 2020 il valore della produzione di fiori e piante da vaso in Abruzzo è calato del 10,0% (Italia: -9,0%) rispetto al 2019: la regione si pone tra le cinque con flessioni a due cifre.

Il risultato negativo del 2020 arriva a conclusione di un decennio caratterizzato da un andamento calante per tutte le regioni. Tra il 2010 e il 2019, infatti, l'Abruzzo aveva già perso il 24,1%, calo peggiore di quello italiano (-11,2%) e tra i più pesanti a livello regionale derivante da una variazione media annua del -3,0% (Italia -1,3%).

Le imprese abruzzesi attive nel florovivaismo al 30 giugno 2021 sono 179, cioè l'1,2% di quelle italiane. La regione si pone al 16° posto nella graduatoria nazionale dominata da Liguria (2.609 unità pari al 18,1%), Toscana (2.006 cioè il 13,9%) e Lombardia (1.625 corrispondenti all'11,3%). A livello provinciale in Abruzzo 25 unità (14,0% del totale regionale) sono localizzate a L'Aquila, 39 (21,8%) a Teramo, 59 (33,0%) a Pescara e 56 (31,3%) a Chieti. (ANSA).
   

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