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"Dubbi sulla conformità delle mascherine in uso alla Sevel": nuovo esposto dell'Usb

L'organizzazione sindacale chiede una nuova verifica sulle mascherine prodotte da Fca. Preoccupati gli operai

Nuovo esposto da parte dell’Unione Sindacale di Base sulla conformità delle mascherine prodotte da Fca su commissione della presidenza del Consiglio dei Ministri e consegnate alla Sevel di Atessa.

L’Usb ha scritto alla Procura di Lanciano, alla Prefettura e alla Asl ricordando che, a dicembre, le analisi su due lotti delle suddette mascherine, che erano state consegnate anche agli studenti, avevano riscontrato che non erano conformi alla legge, rivelando appunto una capacità di filtrazione rispettivamente del 67% e del 77%, decisamente inferiore quindi al 95% previsto per legge. Altre analisi commissionate dall’Usb a gennaio sulle mascherine chirurgiche non erano rispondenti ai requisiti di norma in tema di efficienza di filtrazione batterica (BFE). 

“Viste le considerazioni, viste le segnalazioni di preoccupazione che ci giungono da parte degli operai della Sevel di Atessa, vista la situazione dei contagi nella nostra regione ed in particolare nel comune di Atessa, ma anche dell’intera provincia di Chieti, riteniamo di primaria importanza che ai lavoratori siano forniti dispositivi di protezione idonei per una tutela personale e per evitare il dilagarsi del contagio che a quanto pare nelle varianti il virus si sta rivelando  più contagioso e decisamente più pericoloso” sottolinea il coordinatore provinciale Fabio Cocco.

Nell’esposto l’Usb chiede che i dispositivi in uso siano ritirati e sostituiti con mascherine chirurgiche che rispettino i requisiti di legge.
 

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