Da un team chietino nasce la app per chi ama il turismo lento: su Enjoy local.travel si acquistano le esperienze

Il progetto del teatino Cavalcanti vuole aiutare le piccole realtà a ripartire dopo la pandemia, permettendo agli utenti di trovare tutte le attività che offre un territorio

Programmare una vacanza fuori dai canonici itinerari turistici, per scoprire meglio il territorio in cui si soggiorna e vivere esperienze uniche. O godere della propria regione andando alla ricerca di angoli inesplorati e persone appassionate, per trascorrere qualche ora diversa dal solito. È lo scopo di Enjoy local.travel, sito e app per turisti, ma non solo, ideati dal teatino Michele Cavalcanti, 36 anni, con uno staff di under 30 che sperano di rivoluzionare il mondo dei viaggi. 

Alla start up Enjoy local.travel, che fa parte dell'azienda Digitalsoft, che ha sede a Pescara, oltre all'ideatore Cavalcanti lavorano lo sviluppatore Mario Domenico Arcomano, il project leader Luigi Bianchi, la customers care e communication specialist Francesca Villa. 

Il progetto, ambizioso e curato nei dettagli, considerato che il team vi lavora da oltre 6 mesi, si basa su un assunto semplice: il turismo è cambiato, c'è sempre più voglia di vivere un'esperienza, conoscere il territorio con gli occhi dei locali, "fare" qualcosa di unico, anziché camminare tra orde di turisti e guide. Ed ecco allora che Enjoy local.travel vuole offrire vere e proprie esperienze, mettendo in contatto chi le propone con il turista, che può così scegliere tra le varie proposte, prenotare in base alle disponibilità, pagare in maniera sicura e tracciata con Paypal o carta di credito e chiarire ogni dubbio in merito. 

Al momento, come detto, il progetto è ancora un sito in cerca di "host", come spiega Michele Cavalcanti: "Stiamo raccogliendo adesioni per chi vuole proporre 'local activities o experiences', esperienze da fare nel luogo in cui ci si trova: un'escursione in montagna, la visita a un caseificio per vedere come si produce il formaggio, una giornata in fattoria, l'uscita in barca con il pescatore. Si tratta di attività uniche, che servono a valorizzare il territorio, ancora di più in un momento come questo, con il turismo messo in ginocchio dalla pandemia". 

Il Coronavirus ha rallentato, almeno in parte, i progetti del team di Enjoy local.travel, che spera però di dare una mano concreta al settore, offrendo una piattaforma sicura con pochissimi costi per i cosiddetti host, coloro che propongono e mettono in vendita le esperienze. 

Com'è nata l'idea di un'app per offrire esperienze al turista?

È un mio progetto personale, nato ben prima del Coronavirus. Il mercato dei tour operator è rimasto fermo rispetto alla nuova richiesta dei più giovani, quella di vivere esperienze da "locals". Perciò, la piattaforma darà la possibilità a chiunque di caricare una propria passione da condividere, rendendola un'esperienza nuova per chi l'acquista. L'host carica l'idea di ciò che vorrebbe proporre, il customer care la valuta, lo ricontatta e poi la mette online, consultabile da chiunque.

Come state raccogliendo le adesioni degli host?

Ne stiamo contattando alcuni tramite una rete di conoscenze e c'è già chi ha aderito con entusiamo. Il Coronavirus non ci ha permesso di portare avanti pienamente la ricerca, ma, in vista della ripartenza, il 5 giugno uscirà l'app per gli host che vorranno caricare la propria esperienza. Poi, a luglio, l'applicazione sarà scaricabile da tutti, che potranno vagliare le attività da fare e acquistare. 

Quali sono i costi per host e utenti?

Scaricare l'applicazione e caricare un'esperienza da proporre è gratuito. Il nostro modello di business si basa sulla vendita, da cui prendiamo una percentuale. Nel momento in cui propone un'attività - può infatti caricarne anche più di una - l'host sceglie tre tipi di pagamento: un'esperienza completamente gratuita e in quel caso il sito non prende commissioni. A "tips", mancia, una pratica molto diffusa nel mondo, specialmente per chi vuole partire e capire se è in grado di portarla a termine: saranno gli ospiti a decidere quanto lasciare di mancia, ma pagheranno un costo di prenotazione alla piattaforma. Infine, c'è il "fixed price", in cui l'host decide il costo e noi prendiamo una percentuale. 

Quali sono i vantaggi per l'host che vuole promuovere la sua attività? 

Penso sia una buona occasione per ripartire, visto che oggi si parla molto di turismo lento, turismo di prossimità, valorizzazione del territorio. A maggior ragione se, come sembra, quest'estate non ci si potrà spostare dalla propria regione: sarà un'applicazione utile per supportare le piccole realtà e per chi vuole avere un unico canale per conoscere tutte le attività da fare in regione, magari nel fine settimana. Inoltre, gli host hanno il vantaggio di poter raggiungere un gran numero di persone senza costi, con un unico canale che gestisce il calendario, le prenotazioni, i pagamenti: è un grande supporto per le piccole attività, che così non devono pensare a niente.

Perché un turista dovrebbe scegliere di consultare la app anziché orientarsi sui vari canali già esistenti?

Al momento non esiste una sola piattaforma che raccolga tutte le attività da fare in un territorio. Inoltre, nel momento in cui si acquista l'esperienza, si viene inseriti nella chat ad essa dedicata, in cui iniziare a conoscere gli altri partecipanti, leggere le domande che sono già state fatte o chiedere qualunque cosa all'organizzatore. Inoltre, visto il momento sanitario particolare, indicheremo eventuale presenza di guanti e mascherine, se si tratta di un'attività all'aperto, quindi più sicura, se bisognerà portare con sé i dispositivi di sicurezza. La piattaforma, poi, proporrà esperienze in base ai gusti dell'utente, o attività inesplorate, che magari non si possono ripetere in nessun altro posto del mondo. 

Le esperienze proposte sono solo abruzzesi o il progetto si allargherà?

L’obiettivo è creare una rete mondiale, ma il punto di partenza è l’Abruzzo per ovvi motivi legati al territorio e al network, di semi professionisti che hanno subito abbracciato l’idea e si sono messi in gioco, per poter essere presenti sulla piattaforma sin da subito. Al momento stiamo cercando di farci conoscere sui canali social Instagram e Facebook e presto partiremo con campagne pubblicitarie. 

A chi si rivolge in particolare il progetto Enjoy local.travel?

Vorremmo persone che hanno passione, conoscono il territorio e vogliono proporre esperienze perché credono nel valore della condivisione. Ovviamente c’è la parte remunerativa, ma quella passa in secondo in piano. Vogliamo rivoluzionare il mondo delle local experiences.

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