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Troppo caldo per gli straordinari a luglio, sciopero alla Sevel

La protesta è indotta dalla Fiom Cgil, che lamenta il ricorso al lavoro nel fine settimana come una pratica diventata normale, che non consente ai lavoratori di riposarsi

Due giorni di sciopero dello straordinario, sabato 7 e domenica 15 luglio, alla Sevel di Atessa, per protestare contro l'obbligo di lavorare nei fine settimana di luglio. La protesta è indetta dalla Fiom Cgil e così il segretario generale Davide Labbrozzi spiega le ragioni dello sciopero: 

Ancora una volta la Sevel ignora le esigenze e le difficoltà di chi lavora in fabbrica. Come avvenuto l'anno scorso, l'azienda del Ducato convoca con il principio dell'obbligatorietà le lavoratrici e i lavoratori a prestare lavoro sul sabato e sulla domenica, nel mese più caldo dell'anno. Sono due le giornate interessate, il tutto sapendo che, tra straordinari e recuperi, hanno già prestato lavoro nel weekend tante volte. 

La Fiom ritiene detta decisione assolutamente sbagliata, perché le temperature sono altissime, perché dopo aver profuso tanto impegno è giusto essere messi nelle condizioni di poter dedicare del tempo alle famiglie e perché, con superficialità, si continua a negare l'esigenza di riequilibrare i livelli occupazionali. Infatti, le tanto sbandierate assunzioni di cui "i sindacati firmatutto" hanno parlato in questi giorni, non sono sufficienti a compensare il dimagrimento occupazionale che c'è stato nel corso di questi anni. Inoltre, va sottolineato che tanti contratti sono anomali: tra le assunzioni ci sono lavoratori part time e stagionali. 

Come già fatto in passato, Labbrozzi denuncia inoltre l'aumento dei carichi di lavoro, la riduzione delle pause, gli straordinari usati come pratica "normale", le ferie fruite in periodi poco utili per i lavoratori e le loro famiglie. 

La Fiom torna a chiedere l'apertura di un tavolo negoziale per affrontare questi argomenti e la pianificazione produttiva del secondo semestre del 2018: 

Vogliamo giusti carichi di lavoro, giuste pause, meno straordinari e il rispetto dell'individuo nella gestione dei rapporti, partendo proprio dalle ferie. 

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