C'è crisi ma non si trovano i lavoratori da assumere: a Chieti e provincia mancano venditori, camerieri e camionisti

Un imprenditore su tre fa fatica a trovare personale qualificato. Il paradosso nei dati elaborati dalla Cgia di Mestre

Un imprenditore su tre fa fatica  a trovare personale qualificato. Lo dicono i dati elaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre: poco meno di 500 mila assunzioni previste a gennaio di quest’anno, il 32,8 per cento degli imprenditori intervistati ha segnalato che, probabilmente, troverà molte difficoltà a “coprire” questi posti di lavoro (poco più di 151.300), di cui il 15,7 per cento a causa della mancanza di candidati (poco meno di 72.500) e un altro 13,8 per cento per la scarsa preparazione (circa 63.700).

In Abruzzo il 35,2% delle 9.200 assunzioni previste non sarà facilmente reperibile 

Sebbene al Sud la difficoltà di “coprire” le opportunità lavorative offerte dalle aziende è inferiore a quella presente nel Centro-Nord, la percentuale media di difficile reperimento è comunque al 27,5 per cento, con punte del 35,7 per cento a Chieti, del 34,4 per cento a Teramo, del 32,5 a Siracusa, del 32,2 a Potenza, del 31,7 a Taranto, del 31,6 a L’Aquila e del 30,6 a Cagliari.

Nella classifica della Cgia di Mestre elaborata a gennaio 2020 Chieti e la sua provincia occupano il 37°posto in Italia con 3.180 assunzioni previste, delle quali il35,7% di difficile reperimento, con il 17,4% a causa della mancanza di candidati e il 14,3% per scarsa preparazione.

Quali sono le figure per le quali si fa fatica qui a trovare personale nel Chietino? Secondo l’ufficio studi della Cgia i tecnici alla vendita, i cuochi, i camerieri e i conduttori di mezzi di trasporto

Le professioni più difficili da reperire

Analizzando l’elenco delle professioni di difficile reperimento, emerge che in tutte le principali province del Sud le imprese faticano a trovare sul mercato queste professioni dei servizi turistici e gli autotrasportatori. Cosa che fino a qualche decennio fa era impensabile.

“Da qualche anno – spiega la Cgia -  invece, i giovani non vogliono più fare gli autisti di mezzi pesanti, sia perché il costo per ottenere la patente C o D e la “Carta di Qualificazione del Conducente” (CQC) ha una dimensione importante che oscilla tra i 2.500 e i 3.000 euro, sia perché è una professione estremamente faticosa. Alle ore di guida spesso si accompagnano anche quelle necessarie per compiere le operazioni di carico e scarico della merce trasportata. La difficoltà di trovare degli autisti di mezzi pesanti è una delle tante contraddizioni che caratterizzano questo settore che, ricordiamo, negli ultimi 10 anni ha perso quasi 25 mila padroncini, anche se oggi fatica a reperire, persino al Sud, giovani disponibili a mettersi alla guida di un tir come dipendenti. Più in generale, comunque, il nostro mercato del lavoro presenta un grande paradosso che non è riscontrabile tra i nostri principali competitors presenti in Europa”.

Nel Nord Italia, invece, le figure professionali maggiormente richieste che la domanda non riesce a soddisfare sono i tecnici informatici, gli addetti alla vendita e gli esperti in marketing, i progettisti, gli ingegneri, i cuochi, i camerieri, gli operai metalmeccanici ed elettromeccanici. A livello provinciale le situazioni più problematiche emergono a Nordest: se nella provincia di Gorizia il personale di difficile reperimento incide per il 48,1 per cento sul numero delle assunzioni previste, a Trieste è il 45,5, a Vicenza il 44,6, a Pordenone il 44,2, a Reggio Emilia il 42,7, a Treviso il 42,3 e a Piacenza il 40,5.  

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"Pur avendo un numero di diplomati e di laureati tra i più bassi di tutti i paesi UE - conclude lo studio - gli occupati sovra istruiti presenti in Italia sono poco meno di 6 milioni, il 24,2 per cento degli occupati totali e il 35 per cento degli occupati diplomati e laureati. Negli ultimi anni questo fenomeno è aumentato per due motivi: pur di lavorare molte persone hanno accettato una occupazione meno qualificata del titolo di studio conseguito; a causa del disallineamento esistente tra le competenze richieste e quelle possedute".
 

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