Diga di Chiauci: riunione in Prefettura

Necessario un sistema di monitoraggio periodico sullo stato dell’invaso e dei volumi di acqua disponibili

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Su iniziativa del Prefetto, Antonio Corona, e dallo stesso presieduto, si è svolto presso la Prefettura di Chieti un incontro, con gli Enti competenti, sulla situazione della Diga di Chiauci, ai fini anche delle azioni da mettere in campo per scongiurare o quantomeno limitare eventuali disagi alle popolazioni ed alle attività produttive della vallata del Trigno in caso di scarsità della risorsa idrica.

Il Commissario regionale Franco Amicone del Consorzio di Bonifica Sud – concessionario e gestore della diga – ha fatto presente che ci si trova nella fase degli invasi sperimentali propedeutici al collaudo finale dell’opera e che la diga è nelle medesime, identiche condizioni degli anni passati, essendo autorizzata ad invasare circa 4 milioni di metri cubi di acqua come primo step degli invasi sperimentali. Nessuna autorizzazione è stata revocata e nessuna nuova limitazione è stata imposta dal competente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pertanto la quantità di acqua messa a disposizione per la imminente stagione estiva resterà invariata. 

Inoltre, il Commissario Amicone ha fatto presente che, con l’attuazione dei due principali interventi, finanziati dalla Regione Abruzzo e dalla Regione Molise attraverso il Patto per il Sud e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti(delibera CIPE 54/2016, pubblicata sulla G.U. 88 del 14.04.2017) si prevede che, nella primavera prossima, ci saranno le condizioni per poter richiedere al Ministero competente l’autorizzazione all’attuazione del secondo step degli invasi sperimentali, che consentirebbe di passare da un volume di acqua attualmente immagazzinato di circa 4 milioni di metri cubi ad un volume di acqua disponibile in futuro di circa 8 milioni di metri cubi.

La auspicata realizzazione di tutti gli interventi già finanziati – per i quali saranno a breve pubblicati i bandi di gara per l’aggiudicazione dei lavori – dovrebbe permettere di terminare la fase degli invasi sperimentali, portare a collaudo l’intera infrastruttura ed avviarla al normale esercizio, garantendo così finalmente tranquillità all’intera vallata e a tutta la popolazione e alle attività agricole, industriali e turistiche.

Al termine degli interventi dei partecipanti, su proposta del Prefetto, che ha comunque invitato tutti i soggetti a ciò tenuti a predisporre o aggiornare, in via precauzionale, i rispettivi piani di emergenza, è stata inoltre condivisa dal tavolo la necessità di un sistema di monitoraggio periodico sullo stato dell’invaso e dei volumi di acqua disponibili, per consentire agli attori presenti nella vallata di avere costantemente e per tempo cognizione della reale situazione e, quindi, di potere adottare tempestivamente le iniziative che si rendessero necessarie.
 

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