Economia Lanciano

Delocalizzazione ex Scuola all’Aperto di Lanciano, via libera dall'ufficio speciale della ricostruzione

Una delle tre strutture che componevano l’istituto “De Titta” di Lanciano che la Provincia di Chieti riuscì a far finanziare dopo il sisma del 2009

Un impegno economico per il progetto  di delocalizzazione di una delle tre strutture dell’istituto magistrale–liceo pedagogico “De Titta” di Lanciano. 

Dopo il sisma del 2009 la Provincia di Chieti riuscì a far finanziare la ricostruzione della ex scuola all’aperto, che ospitava sette classi. La delibera Cipe n 18 del 8/3/2013 assegnava la somma di 1.653.000 euro per il programma “Scuole in Sicurezza”, con abbattimento e ricostruzione dell’immobile.

Dopo un lungo iter si è configurato un parere favorevole di poter valutare la ricostruzione dell’ex Scuola all’Aperto in altra sede rispetto all'attuale.La Provincia ha proposto uno spazio all’interno dell’area dell’istituto per ragionieri e geometri “Enrico Fermi” in viale Marconi facilitato da un fusione dei due istituti in istituto De Titta – Fermi, con un’unica dirigente. "La richiesta, respinta negli anni passati, ha ottenuto il via libera grazie alla constatazione di reperti archeologici nell’area, interessata dalla prossima realizzazione di scala di sicurezza. I ritrovamenti - spiega il presidente Mario Pupillo in una nota -  impediscono interventi invasivi come espresso dalla Soprintendenza, in quanto gli scavi fanno pensare ad un sito archeologico anche nelle restanti parti dove potrebbe trovare sede la ricostruzione della scuola".

La Provincia di Chieti fra pochi giorni individuerà il tecnico che dovrà redigere progetto preliminare che sarà valutato dall’Ufficio della Ricostruzione. "Questa possibilità - riprende Pupillo -  risolverebbe il problema della ricostruzione dell’ex Scuola all’Aperto, gravata dal precedente vincolo di collocarsi nella stessa sede. Costruita negli anni 50, sulla cinta muraria di via del Torrione, appare un vero pugno nell’occhio, un delitto alla bellezza del posto che ha precluso la lettura monumentale delle mura antiche della città. Se l’Ufficio della Ricostruzione dovesse, come si spera, dare parere favorevole per l’area del Fermi, solo allora si potrà procedere all’abbattimento della Scuola all’Aperto di cui il Comune si dovrà assumere l’onere, coperto dal finanziamento solo se la struttura venisse ricostruita nella stessa sede. 

È sicuramente un impegno economico che l’amministrazione si assumerà con grande senso di responsabilità con il prestigioso obiettivo di procedere all’abbattimento ma soprattutto alla rigenerazione e ricucitura delle mura medievali e all’ampliamento del giardino claustrale del monastero S. Chiara, oggi parco dell’asilo Maria Vittoria, sotto la stretta sorveglianza della Soprintendenza" conclude il presidente della Provincia.

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