Decreto ristori, Confartigianato: "Ingiusta l'esclusione di diverse categorie produttive"

Il presidente di Confartigianato Abruzzo chiede al Governo di estendere il provvedimento anche ad altre tipologie di imprese. A rischio migliaia di aziende e posti di lavoro

Il decreto ristori esclude diverse categorie produttive: a raccogliere le preoccupazioni dei tanti lavoratori a rischio oggi è Confartigianato Abruzzo, che interviene in merito al provvedimento con il quale il Governo, la settimana scorsa, ha stanziato contributi per 5,4 miliardi di euro in favore di una parte del sistema produttivo nazionale colpito dalle nuove misure restrittive legate all’emergenza Covid-19. 

“Siamo molto preoccupati per l’ingiusta esclusione di diverse categorie produttive. Chiediamo al Governo di estendere il provvedimento anche ad altre tipologie di imprese, al fine di evitare che nel territorio abruzzese numerosi commercianti, artigiani e piccoli imprenditori finiscano sul lastrico e si cancellino migliaia di posti di lavoro” dice il presidente Giancarlo Di Blasio evidenziando che "il decreto ristori esclude dall’accesso ai fondi tutte le imprese che svolgono l’attività senza somministrazione, in pratica tutto l’artigianato della ristorazione, dalle pizzerie a taglio alle gastronomie, passando per rosticcerie e piadinerie, non ammesse ai contributi nonostante i vistosi e prolungati cali di fatturato”.

Il presidente di Confartigianato Abruzzo sottolinea che “molti settori subiranno l’effetto collaterale delle chiusure serali, a partire da quella rilevante filiera della produzione alimentare artigiana, costituita da panifici, pastifici, caseifici, salumifici, birrifici, aziende conserviere e di trasformazione dei prodotti orticoli, che rischiano di dimezzare i propri fatturati”. Tra le attività duramente colpite ci sono anche “le aziende del trasporto merci, le lavanderie, le imprese di pulizie e tutte quelle attività legate al mondo delle cerimonie, a partire da fotografi, sarti, video maker e altre figure”.

E ancora, scorrendo le tabelle con l’elenco delle diverse attività produttive "non capiamo ad esempio perché tassisti e Ncc siano gli unici ai quali, a fronte della paralisi del comparto dovuta alla mancanza di richiesta di mobilità, che comporta perdite di milioni di fatturato, vengano erogati ristori del 100%, a differenza di altre categorie che ottengono il 150%, il 200% e in alcuni casi il 400%.

L’importo di 5,4 miliardi di euro appare del tutto insufficiente e inadeguato rispetto alle effettive necessità del sistema produttivo - conclude il presidente regionale di Confartigianato - anche alla luce degli ulteriori effetti negativi, per l’economia e per le imprese, che la nuova stretta del Governo innescherà nelle prossime ore. La salute viene prima di ogni altra cosa, ma  non è possibile accettare passivamente le chiusure laddove è garantita un’applicazione scrupolosa delle misure imposte dai protocolli di sicurezza e dove il rischio Covid risulta essere sotto controllo”.

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