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Lunedì, 27 Giugno 2022
Economia Paglieta

Crisi dei componenti: 130 lavoratori della Trigano a casa nonostante la grande richiesta di mercato per i van

Attualmente i contratti a tempo determinato non saranno prorogati, ma l'azienda si è impegnata a reintegrare i lavoratori in uscita e, se questo non dovesse avvenire in blocco, le persone rientreranno a gruppi seguendo il criterio dell’anzianità sino al reimpiego di tutti

Da fine febbraio, 130 lavoratori della Trigano di Paglieta resteranno a casa. La denuncia arriva dal segretario provinciale della Fiom Chieti Andrea De Lutis, e dalla Rsu degli stabilimenti Trigano Van. 

"Il paradosso - spiegano - ragionare su una enorme richiesta di mercato per quanto riguarda i van e non poterli produrre per mancanza di chassis (le strutture portanti, ndc) Ducato prodotti da parte di Sevel, fornitore unico della Trigano Van di Paglieta. La contraddizione è proprio questa: dopo l’ incontro tenuto il 21 febbraio 2022 con la Trigano, siamo dovuti passare nelle assemblee per spiegare alle lavoratrici e ai lavoratori che l’ azienda sarà costretta a chiedere cassa integrazione e che, per via delle norme in vigore, nonostante la forte richiesta di mercato, la Trigano non sarà nella condizione di poter rinnovare i contratti dei lavoratori a tempo determinato e in somministrazione. Di conseguenza le 130 persone che a fine febbraio vedranno scadere il proprio contratto a tempo determinato, perderanno il lavoro".

La Fiom evidenzia che si tratta di una scelta non derivante da una difficoltà del settore. "Purtroppo - lamenta il sindacato  - quella che sembra essere una crisi dei componenti continua a colpire il settore automotive e colpendo anche Sevel di riflesso colpisce Trigano e i lavoratori. Abbiamo il dovere di lanciare un messaggio forte e chiaro a queste lavoratrici e a questi lavoratori, questa è solo una fase momentanea che probabilmente durerà poche settimane".

Nell'incontro di ieri, l’azienda ha comunicato ai sindcati che non ha intenzione di rivedere il bilanciamento delle linee: "Significa - spiega la Fiom - che nei piani aziendali la necessità è quella di produrre a pieno regime e quindi con tutte le persone che sono occupate ad oggi. Di pari passo, sempre nell’ ottica della salvaguardia delle persone, abbiamo concordato che tutte le lavoratrici e i lavoratori in uscita saranno reintegrati e, se questo non dovesse avvenire in blocco, le persone rientreranno a gruppi seguendo il criterio dell’anzianità sino al reimpiego di tutti. Inoltre, anche se nei fatti ci sarà una interruzione di contratto, abbiamo concordato che saranno conservate le anzianità convenzionali, questa pratica avrà ripercussioni positive per quanto contenuto in tema di anzianità nel Ccnl e per i trattamenti di miglior favore che abbiamo conquistato nel contratto integrativo aziendale. In pratica sarà come se i lavoratori non fossero mai usciti dalla Trigano".

"L’auspicio e il messaggio che mandiamo ai lavoratori - concludono i rappresentanti sindacali - è che possono continuare a contare sulla nostra organizzazione. Con Trigano abbiamo condiviso che il nostro impegno deve vedere la tutela dei livelli occupazionali, a Sevel, chiediamo di fare lo sforzo di aumentare le produzioni di chassis destinate a Trigano per fare in modo che tutte le 130 persone siano rioccupate a brevissimo".

RSU degli stabilimenti Trigano Van Paglieta

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