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Nel 2021 fatturati ancora sotto i livelli pre Covid: è la ristorazione il settore che accusa di più il colpo

L’attività di monitoraggio della Camera di Commercio sugli effetti del Covid per le imprese. Anche il comparto automotive risulta essere tra i più colpiti

L’attività di monitoraggio della Camera di Commercio di Chieti-Pescara sugli effetti del Covid per le imprese locali non lascia dubbi sul fatto che è la ristorazione il settore ad accusare di più il colpo.

Aggiornati gli scenari prospettati dalla Cerved, l’istituto di statistica nazionale: nelle due province il tessuto imprenditoriale si presenta sempre più nettamente caratterizzato da micro imprese, a carattere individuale, di cui il 40,7% ha un fatturato al di sotto dei cinquecentomila euro.

Tra i primi cinque settori che impiegano un maggior numero di addetti, ci sono il settore della ristorazione, dell’edilizia, i servizi sanitari, la ricerca e selezione del personale, il comparto dell’automotive.

Il settore della ristorazione, come evidenziano ancora una volta i dati, è tra i più penalizzati: “Malgrado le prospettive di graduale ripresa – evidenzia la camera di commercio -  la situazione potrebbe impattare su quelle meno strutturate. La domanda è ciclica ed è legata all’andamento dell’occupazione, oltre che dei consumi e del turismo. Così come a giocare un ruolo determinante potrebbe essere lo sviluppo strutturale dello smartworking”.

Per l’edilizia, lo scenario rimane caratterizzato da una significativa incertezza e anche il comparto automotive risulta essere tra i più colpiti: la paralisi delle vendite e le difficoltà nella complessa alimentazione della internazionalizzata catena di fornitura si riflettono in una forte riduzione produttiva. 

Secondo una stima della percentuale di rischio, in cui il rischio settoriale esprime una misura sintetica dell’affidabilità creditizia, ci sarebbe un alto livello di pericolosità per l’affidabilità nel credito che coinvolgerebbe ben 10.457 aziende ed oltre 33.000 posti di lavoro nei settori della ristorazione, automobili, dettaglio specializzato abbigliamento, calzature e pelletteria, informazione comunicazione ed intrattenimento (con una percentuale di incidenza dal 13,9% al 18,1%).

Secondo una proiezione (nazionale) si osserva che a guidare la ripresa potrebbero essere i settori verso i quali saranno diretti gli incentivi previsti dal Next Generation EU in materia di trasformazione digitale e transizione ecologica. Tra questi figurano gli impianti fotovoltaici e delle altre energie rinnovabili (+59,4% vs 2019 nello scenario base e +41,8% vs 2019 nello scenario worst), le tecnologie per le telecomunicazioni (+36,5% e +21,7%), i piccoli elettrodomestici (+21,0% e +15,7%), i servizi informatici e software (+16,7% e +9,6%). In continuità con i trend positivi evidenziati nel 2020 in risposta allo shock, si prevede una significativa crescita dei fatturati anche per il commercio online (+13,2% e 19,3%) e le specialità farmaceutiche (+16,1% e +12,3%).

Viceversa, tra i settori che nel 2022 potrebbero risultare più colpiti rispetto al pre-covid figurano le attività maggiormente danneggiate dal lockdown e dalle misure di contenimento della pandemia che continuerebbero ad essere le più esposte al prolungamento della situazione emergenziale e a un lento ritorno alla normalità. Il settore con le perdite maggiori di fatturato al termine del biennio risulterebbe, quindi, l’organizzazione di fiere e convegni (-50,0% nello scenario base e -57,2% nello scenario worst), seguito dalla gestione degli aeroporti (-28,0% e -36,5%) e dai trasporti aerei (-27,3% e -36,6%). Si registrano impatti molto negativi anche per le agenzie di viaggio (-21,3% e -32,6%), le strutture ricettive extra-alberghiere (-17,7% e -38,9%), l’industria cinematografica (-19,7% e -25,7%) e la ristorazione (-16,1% e -25,4%).

 “Dall’indagine Cerved - conclude il segretario generale della camera di commercio Chieti – Pescara, Michele De Vita  - emerge che, anche quest’anno, i fatturati delle imprese rimarranno ancora sotto i livelli pre-Covid, pur con forti differenziazioni tra i settori. Le agevolazioni di Next generation Eu su trasformazione digitale e transizione energetica potrebbero risollevare i settori ad alta propensione hi-tech e la filiera delle costruzioni mentre eventuali ulteriori rallentamenti nella campagna vaccinale potrebbero impattare sulle prospettive di ristorazione, turismo e trasporti”.
 

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