Economia

Incontro in Regione con i ristoratori: "Non siamo untori, non possiamo morire così"

Sono circa 10mila le imprese regionali che operano nel campo della ristorazione, messe in ginocchio dalle restrizioni. Le associazioni di categoria chiedono interventi mirati per ripartire

Chiedono di ripartire e di non essere considerati ‘untori’ i rappresentanti dei ristoratori abruzzesi che questa mattina hanno incontrato i vertici della Regione Abruzzo per affrontare la crisi del comparto.

Una categoria particolarmente provata dalle restrizioni determinate dalla pandemia quella ricevuta in Regione dove è stato costituito un tavolo di lavoro permanente. All'incontro odierno c'erano il governatore Marco Marsilio, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il sottosegretario Umberto D’Annuntiis, gli assessori D’Amario (attività produttive) e Quaresimale (lavoro), i capigruppo di maggioranza assieme ai vertici di Confcommercio Chieti, i rappresentanti di Confartigianato e Federalberghi.

"Chiediamo di essere aiutati almeno in base al fatturato che ognuno fa, di darci una mano con gli interessi passivi che abbiamo con le banche, di capire se il settore realmente crea difficoltà nella trasmissione del virus o meno, perché penso che noi non siamo gli untori della società" queste le parole dello chef stellato titolare del ristorante Villa Maiella di Guardiagrele Peppino Tinari, che ha anche sottolineato come per i ristoranti di livello fare l'asporto "non è una strada praticabile: i nostri piatti caratterizzati da diversi elementi e costruiti in un certo modo non possono essere riprodotti a casa. Speriamo di venirne fuori sia a livello di salute che economico perché dobbiamo far ripartire questa attività: non possiamo morire così".

Secondo i dati diffusi da Confcommercio e Confesercenti, sono circa 10mila le imprese abruzzesi che operano nel campo della ristorazione e che sono state messe in ginocchio dalle misure di contenimento del Coronavirus. 

"È necessario fornire risposte tempestive al settore – ha dichiarato il presidente della Regione Marco Marsilio -. Il tema dei ristori è stato sempre il principale terreno di tensione tra Governo e Regioni: più volte abbiamo chiesto di garantire un 'paracadute economico e sociale' che potesse ammortizzare le misure di restrizione attuate per bloccare la diffusione del virus; dobbiamo evitare di trasformare questa vicenda in una guerra tra poveri. Non possiamo condannare al fallimento le imprese. Il Governo – ha incalzato– dia un colpo di reni, metta in campo più risorse affinché l’economia regga, e questo ci metterà nella condizione di affrontare la questione sanitaria con più serenità”. 

Marsilio ha concluso annunciando nuove risorse con la prossima programmazione europea 21-27: "Il Governo chiuderà l’accordo di partenariato generale, noi siamo già pronti per avviare la nuova programmazione con interventi concreti a favore della nostra regione". 

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“I prossimi sei mesi saranno i più duri per l’Italia dal dopoguerra in poi – ha aggiunto l'assessore alle attività produttive D’Amario -, è evidente che pensare ad un nuovo fondo perduto con risorse regionali non è possibile. Abbiamo già messo in campo come assessorato ben 57 milioni d euro. Ed è inutile pensare di fare ristori a debito. Ci faremo portavoce sul tavolo nazionale per quanto riguarda i ristori nella Conferenza Stato-Regioni e poi c’è la sfida dei fondi europei. Noi siamo pronti”.

L’assessore Pietro Quaresimale ha annunciato, invece, i nuovi interventi che la Regione ha programmato a favore delle piccole e medie imprese: “A breve partiranno i nuovi interventi per sostenere il lavoro. Il bando per il micro-credito è quasi pronto, abbiamo a disposizione circa 4 milioni di euro, mentre altre iniziative specifiche saranno messe in campo nel settore della formazione, sono iniziative che dovranno essere efficaci quando terminerà il blocco dei licenziamenti”.

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