Alla d'Annunzio un convegno sul clima: "Basta catastrofismi – Riflessioni scientifiche su passato e futuro”

La presentazione di un volume con un punto di vista diverso sulle politiche climatiche ipotizzate negli ultimi anni

Ci sarà la presentazione del libro “Clima: basta catastrofismi – Riflessioni scientifiche su passato e futuro” al centro del convegno che si terrà mercoledì 23 gennaio, alle ore 9, all’auditorium del rettorato nel campus universitario di Chieti.

Le riflessioni presentate da esperti di diverse discipline, dalla Geologia alla Meteorologia, dalla Fisica alla Tecnologia passando per la Storia dell’Agricoltura, avranno ad oggetto le cause dei mutamenti climatici e la loro diversa chiave di lettura che gli scienziati ne fanno da più di un secolo ad oggi. Dopo i saluti istituzionali magnifico rettore della d’Annunzio Sergio Caputi, e del direttore del dipartimento di Ingegneria e Geologia dell’Ateneo, Marcello Buccolini, ci saranno gli interventi degli autori del libro, moderati dal professor Alberto Prestininzi, docente di Rischi geologici all’università La Sapienza di Roma.

Le relazioni saranno illustrate dal professor Franco Battaglia, docente di Chimica Fisica all’università degli studi di Modena, dal professor Uberto Crescenti, professore emerito di Geologia applicata e dal professor Enrico Miccadei, docente di Geografia fisica e Geomorfologia della d’Annunzio, dal dottor Nicola Scafetta, professore di Meteorologia, Climatologia e Oceanografia dell’università di Napoli, dal dottor Luigi Mariani, docente di Storia dell’Agricoltura dell’università di Milano e del professor Mario Giaccio, docente di Tecnologia e Innovazione della d’Annunzio. Il convegno si aprirà quindi al dibattito.

Scrivono nell’introduzione gli autori:

In questo libro desideriamo fornire elementi scientifici utili alla comprensione del tema, sulla base di conoscenze e dei dati quantitativi che provengono da varie discipline. Esse confermano che nel passato sono avvenuti numerosi cambiamenti climatici, la cui comprensione è l’unica premessa attendibile prima di avanzare ipotesi sul clima futuro del pianeta e mettere in atto costose politiche climatiche volte a limitare la crescita dell’economia.

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